Articolo pubblicato il: 14/03/2026 alle 19:00
La Busa - Casa: nell’Alto Garda e Ledro sfratti in calo nel 2025, ma l’emergenza resta
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Economia, Notizie

 

Casa sempre più difficile nell’Alto Garda e Ledro: sfratti in calo nel 2025, ma il disagio abitativo resta una delle emergenze del territorio. «Questo calo rappresenta una parziale buona notizia, ma il dato va interpretato con cautela». È da questa considerazione che parte la riflessione della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro sull’andamento degli sfratti negli ultimi anni. Se da un lato i dati aggiornati mostrano una diminuzione nel 2025, dall’altro il problema della casa continua a pesare sul territorio, tra affitti sempre più difficili da sostenere e una crescente competizione con il mercato degli alloggi turistici.
A fotografare la situazione è l’Ufficio edilizia agevolata e pubblica della Comunità di Valle, che – in una nota diffusa alla stampa dal presidente Giuliano Marocchi e dagli assessori Letizia Vicari e Tiziano Chizzola – ha analizzato l’andamento degli sfratti definitivi nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025.

 

 

I numeri raccontano un andamento altalenante: 31 sfratti nel 2023, saliti a 37 nel 2024, mentre nel 2025 il totale aggiornato è al momento di 11 casi.
Un calo che potrebbe sembrare incoraggiante, ma che secondo la Comunità di Valle deve essere letto con prudenza. Non sempre, infatti, le situazioni di difficoltà abitativa arrivano fino alla procedura giudiziaria. Molti inquilini scelgono di lasciare l’alloggio prima di affrontare un contenzioso, evitando così spese legali e tempi lunghi. In questi casi non esiste però una registrazione ufficiale e diventa impossibile sapere se le persone restino sul territorio oppure siano costrette a trasferirsi altrove.
Entrando nel dettaglio, nel 2023 la distribuzione degli sfratti aveva coinvolto diversi comuni dell’area: Arco con 11 casi complessivi (tra finita locazione e morosità), Riva del Garda con 11 procedimenti – compresi due sfratti promossi da Itea tra Riva e Dro – mentre situazioni più limitate si erano registrate a Dro, Ledro, Tenno e Nago-Torbole.
Nel 2024 il fenomeno si è intensificato, soprattutto nei due centri principali dell’Alto Garda. Arco ha registrato 12 sfratti, equamente divisi tra finita locazione e morosità, mentre Riva del Garda è arrivata a 17 casi complessivi. Episodi più contenuti si sono verificati anche a Dro, Ledro, Tenno e Nago-Torbole, contribuendo a portare il totale annuale a 37 sfratti.
Nel 2025, invece, il quadro appare per ora più contenuto: Arco conta quattro sfratti, Riva del Garda altri quattro, Ledro due e Nago-Torbole uno, mentre Dro e Tenno non registrano casi.
Ma anche questi numeri, spiegano dalla Comunità di Valle, rischiano di restituire solo una parte della realtà. A complicare l’analisi ci sono infatti le disdette anticipate dei contratti di locazione, che non passano dal tribunale e per le quali non esistono dati oggettivi.
Proprio per approfondire la situazione abitativa, nei giorni scorsi si è svolto un tavolo di confronto tra i sindaci di Riva del Garda e Arco, gli assessori al sociale, il presidente della Comunità di Valle, la rappresentante del sindacato inquilini Sunia Manuela Faggioni e gli assessori della Comunità. L’obiettivo è quello di tornare a riunirsi a breve per analizzare più nel dettaglio i dati disponibili e individuare possibili strumenti di intervento.
Tra gli elementi che influenzano il mercato immobiliare locale c’è anche la crescita delle locazioni turistiche. I dati aggiornati di Gestel indicano infatti un aumento del 12% degli alloggi destinati a uso turistico tra il 2023 e il 2025, un fattore che contribuisce a ridurre l’offerta di case per residenti e lavoratori.
Il tema della casa, sottolineano il presidente Marocchi e gli assessori Vicari e Chizzola, non può però essere affrontato soltanto dalle istituzioni pubbliche.
Si tratta di una questione che riguarda l’intero modello di sviluppo del territorio. Senza un’offerta abitativa accessibile diventa infatti sempre più difficile attrarre lavoratori nei servizi essenziali: dagli ospedali alle scuole, fino alle imprese locali.
Negli ultimi anni sono stati comunque avviati alcuni strumenti per cercare di riequilibrare il mercato. Dal 2023 sono stati aggiornati gli accordi territoriali per i canoni concordati nei Comuni di Riva del Garda e Arco, che consentono di mantenere gli affitti entro livelli più sostenibili per gli inquilini garantendo allo stesso tempo agevolazioni fiscali ai proprietari. L’auspicio è che questi accordi possano essere estesi anche ai comuni limitrofi.
Tra le iniziative in corso figurano inoltre l’adesione dei Comuni di Riva del Garda e Arco alla Fondazione Trentino Abitare, mentre la Comunità di Valle sta valutando un possibile sostegno al progetto. Parallelamente, il Comune di Arco sta verificando la situazione degli alloggi soggetti al vincolo Gilmozzi.
Resta infine aperta la questione della regolamentazione delle strutture ricettive non alberghiere. La Comunità di Valle auspica un intervento a livello provinciale che consenta ai Comuni di gestire in modo più efficace l’equilibrio tra residenziale e turistico, come già avviene in altre realtà italiane.
(n.f.)

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