
Dopo aver acceso i riflettori sull’impatto che la crisi abitativa sta avendo sulle nuove generazioni dell’Alto Garda e Ledro, il percorso di confronto promosso al Cantiere 26 entra ora nella fase più attesa: quella delle soluzioni. Mercoledì 21 gennaio, alle 20.30, lo spazio di via Caproni Maini ospiterà l’incontro pubblico “Il diritto di abitare. Passiamo alle soluzioni”, appuntamento che segna anche il lancio dell’edizione 2026 di Arco Slow.
Un tema, quello della casa, che in questo periodo si conferma centrale per il territorio. L’aumento dei costi degli affitti, la scarsità di alloggi disponibili e la crescente difficoltà per giovani, famiglie e lavoratori di restare a vivere nei luoghi in cui sono nati o lavorano rappresentano una delle principali emergenze sociali dell’Alto Garda e Ledro. Una criticità più volte emersa nei precedenti incontri ospitati al Cantiere 26, che hanno restituito una fotografia chiara e preoccupante della situazione locale.
La serata di mercoledì farà un passo avanti, portando esempi concreti e modelli già attivi. Al centro del confronto ci saranno le esperienze di Fondazione Trentino Abitare, realtà che opera come intermediario tra proprietari e inquilini per favorire l’accesso a alloggi a canone moderato, offrendo garanzie ai proprietari e maggiore sostenibilità economica per le famiglie, e della Cooperativa Energie Sociali di Verona, impegnata nella creazione di comunità abitative solidali, soprattutto per giovani e lavoratori precari, basate sulla condivisione di spazi, servizi e risorse.
Alla serata parteciperà anche l’assessore provinciale Simone Marchiori, a sottolineare l’attenzione della Provincia verso una tematica che intreccia politiche abitative, sociali e di sviluppo territoriale. Un confronto che si inserisce in un momento delicato, in cui il diritto alla casa è sempre più legato alla possibilità stessa di costruire un progetto di vita sul territorio.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare il concept di Arco Slow 2026, intitolato “Un paesaggio da abitare”: un richiamo esplicito al diritto di re-stare nei luoghi, di avere una casa e di muoversi all’interno di un territorio inteso come ecosistema di relazioni, connessioni e comunità. Un tema che dialoga direttamente con le esigenze dei giovani e delle famiglie, spesso costretti a spostarsi altrove per mancanza di soluzioni abitative accessibili.
A moderare la serata sarà Anna Benazzoli dell’Associazione culturale Officina Comune. Tra i presenti figurano, oltre ai promotori, rappresentanti del Comune di Arco, della Comunità Alto Garda e Ledro, di Garda Dolomiti APT e della Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto, a conferma di un interesse condiviso e trasversale.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.
Un invito rivolto in particolare ai giovani, alle famiglie e a chi vive quotidianamente le difficoltà dell’abitare, ma anche a chi vuole contribuire a costruire soluzioni concrete per un territorio che non vuole rinunciare alla propria comunità.
(n.f.)