Articolo pubblicato il: 06/02/2026 alle 20:00
La Busa - Carnevali di Varignano e Dro, sfilata dei carri appesa a un filo
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Cronaca, Notizie, Tradizioni

 

Da oltre cinque secoli la prima domenica di Quaresima Varignano saluta il Carnevale con il fuoco. Un rito antico, pagano, che affonda le radici nel Cinquecento e che ancora oggi si rinnova sul colle sopra il paese, dove un tempo ardevano le piramidi di canne e bambù. Il Carnevale di Varignano non è mai stato soltanto una festa: è identità, memoria collettiva, appartenenza. Un momento che tiene insieme generazioni e comunità dell’Alto Garda.
Eppure, proprio mentre l’edizione 2026 si prepara a tornare domenica 22 febbraio organizzata dal Comitato Valorizzazione Varignano, questa tradizione secolare rischia di inciampare su un problema tutto contemporaneo. Lo stesso problema rovina il sonno anche agli organizzatori del “Gran Carnevale” a Dro. A essere in bilico è la sfilata dei carri allegorici, cuore festoso della manifestazione e simbolo di una collaborazione storica tra Varignano, Dro, Tenno, Varignano, Vigne e Chiarano.

 

 

Il nodo dei trasferimenti
I carri pronti sono una decina, costruiti in mesi di lavoro volontario nei capannoni e grazie a investimenti economici sostenuti direttamente dai gruppi. Il problema non riguarda il circuito interno della sfilata, chiuso e già definito, ma il trasferimento dei carri dal luogo di costruzione al paese e ritorno sotto la scorta della Polizia Locale lungo strade comunali, provinciali e statali.
«Può saltare tutto», spiega Graziano Parolari, presidente del Comitato Valorizzazione Varignano. «Al momento non abbiamo la certezza della scorta. Senza quella, la sfilata non può partire».
Una difficoltà che rischia di coinvolgere anche il Gran Carnevale di Dro, in programma venerdì 13 con la distribuzione di gnocchi e domenica la sfilata dei dieci carri, e che mette in crisi un sistema di collaborazione costruito negli anni.

 

 

Carenza di organico e responsabilità
La questione è stata affrontata durante una riunione tecnica informale svoltasi il 6 febbraio al Comando della Polizia Locale, alla presenza della sindaca di Dro Ginetta Santoni, del responsabile del Gran Carnevale di Dro Renato Tavernini, del presidente del Comitato di Valorizzazione di Varignano Parolari e dei capigruppo.
Nel corso dell’incontro è emerso che il diniego alla scorta da parte della Polizia Locale sarebbe legato a una carenza di organico, con quattro unità attualmente destinate ai servizi di sicurezza per i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina.
Parolari ha espresso con chiarezza il limite oltre il quale gli organizzatori non possono spingersi: «Il collaudo dei carri con un ingegnere lo paghiamo noi, i trattori devono essere in regola, ma non posso assumermi anche la responsabilità della sicurezza lungo le strade. Non posso essere sempre io a rispondere di tutto».

La preoccupazione di Dro
Preoccupazione condivisa anche dalla sindaca Ginetta Santoni e dallo stesso Renato Tavernini, che richiama quanto accaduto già lo scorso anno: «Il problema della scorta era nato già nel 2025 e ci siamo arrangiati con una macchina davanti e una dietro, da Dro ad Arco e viceversa. Quest’anno abbiamo chiesto ufficialmente ai vigili urbani, ma è arrivato il diniego».
Tavernini sottolinea come il vero rischio sia proprio il trasferimento: «Sul circuito interno non ci sono problemi, è chiuso e privato. Ma portare i carri da Dro ad Arco è la parte più pericolosa. I carri sono già pronti e mancano pochi giorni all’evento».
Poi l’amarezza: «Così si rischia di uccidere il mondo del volontariato. Troppe regole. La politica dovrebbe venirci incontro. Il comandante della Polizia Locale ha tutte le sue ragioni, ma devono essere i sindaci del territorio a decidere di garantire il servizio di accompagnamento».

Una festa che rischia di perdere il sorriso
Ora tutto è affidato ai prossimi giorni e alla capacità delle istituzioni di trovare una soluzione condivisa. Perché la sfilata dei carri non è solo un tema di sicurezza, ma gioia, colore e leggerezza, il momento in cui il paese si riconosce e si ritrova.
Il pensiero va inevitabilmente anche al Carnevale di Arco, che quest’anno celebra 150 anni di storia. Una manifestazione che per decenni è stata identificata con i carri in movimento e che, sotto la guida del patron Mario Matteotti, ha scelto di accantonarli, sostituendoli con carri statici, proprio a causa delle difficoltà burocratiche e dei vincoli legati alla sicurezza.
Un precedente che pesa come un monito. Ma a Varignano e Dro resta viva la speranza che il buon senso prevalga e che il Carnevale possa continuare a fare ciò che ha sempre fatto: portare festa nelle strade, prima che il fuoco dell’“Addio al Carnevale” chiuda simbolicamente un altro inverno.
Nicola Filippi

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