Le ondate di calore non sono più un fenomeno eccezionale e il mondo del lavoro deve adeguarsi a una nuova realtà climatica. È il messaggio lanciato da UGL Trentino, che interviene sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro chiedendo un cambio di passo nell’organizzazione delle attività durante i periodi di caldo estremo. Il sindacato parte da una constatazione: il cambiamento climatico sta modificando in modo sempre più evidente le condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori operano ogni giorno. Una situazione che, sottolinea UGL, impone di ripensare sia l’organizzazione del lavoro sia le misure di prevenzione.
Se il rischio è evidente per chi lavora all’aperto – dai cantieri all’agricoltura, passando per logistica e servizi ambientali – il problema riguarda sempre più anche numerosi ambienti produttivi al chiuso. Cartiere, acciaierie, fonderie, vetrerie, industrie chimiche, aziende alimentari, lavanderie industriali e molte realtà manifatturiere devono infatti fare i conti con il calore generato da impianti e macchinari, che si somma alle elevate temperature esterne.
UGL Trentino accoglie positivamente l’aggiornamento delle Linee di indirizzo provinciali per la gestione del rischio da calore, predisposte dalla Provincia autonoma di Trento, considerate uno strumento importante per supportare le aziende nella tutela della salute dei lavoratori.
Secondo il sindacato, però, le linee guida non sono sufficienti se non vengono applicate concretamente. Per questo viene chiesto un confronto costante tra imprese, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, responsabili della prevenzione, medici competenti e istituzioni, affinché ogni azienda possa adottare misure adeguate alle proprie caratteristiche produttive.
Tra le proposte avanzate figurano l’aggiornamento della valutazione dei rischi, la predisposizione di piani specifici contro lo stress termico e, dove possibile, una diversa organizzazione degli orari di lavoro, anticipando l’inizio delle attività nelle giornate più calde, aumentando le pause e limitando le lavorazioni più pesanti nelle ore centrali della giornata.
Per UGL è inoltre necessario che il rischio da calore diventi un elemento stabile della cultura della prevenzione. “Non possiamo continuare a intervenire solo quando arriva un’ondata di caldo”, osserva il sindacato, chiedendo una programmazione annuale che tenga conto degli effetti ormai strutturali del cambiamento climatico.
Infine, viene richiamata l’importanza dei controlli da parte degli organi competenti nei periodi più critici, affinché le misure previste siano effettivamente rispettate.
“La sicurezza sul lavoro non può fermarsi quando salgono le temperature”, conclude UGL Trentino. “Proteggere la salute dei lavoratori significa tutelare la dignità della persona e garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo al termine della propria giornata.” (n.f.)