
Il dibattito sulla futura variante di Torbole entra in una nuova fase. Dopo settimane di confronto tra amministrazioni comunali, Provincia e tecnici, anche Confcommercio Alto Garda e Ledro prende posizione e lo fa con parole nette: «Il bypass va realizzato». Un’opera ritenuta decisiva per alleggerire il traffico, migliorare la mobilità dell’intero territorio e creare nuove opportunità di sviluppo economico e turistico. La presa di posizione arriva al termine dell’incontro che la Giunta di Confcommercio Alto Garda e Ledro ha avuto con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il commissario dell’opera Carlo Benigni e il dirigente Luciano Martorano, durante il quale sono stati illustrati dati, simulazioni e le cinque ipotesi progettuali oggi allo studio.
L’intervento, finanziato dalla Provincia con un investimento stimato di circa 150 milioni di euro, punta a eliminare gran parte del traffico di attraversamento che oggi grava sul centro di Torbole, migliorando al tempo stesso i collegamenti tra Alto Garda, Ledro, Rovereto e l’asse gardesano.
Le cinque ipotesi sul tavolo
Le alternative analizzate sono cinque, valutate secondo criteri tecnici che comprendono efficacia trasportistica, costi di costruzione e gestione, sicurezza, complessità geologica, impatto ambientale e compatibilità urbanistica.
La soluzione A prevede una galleria a doppia canna dall’imbocco della galleria Adige-Garda fino alla curva prima del rettilineo di Loppio.
La soluzione B prolunga il tunnel fino alla cosiddetta Curva dei Rospi, nella zona della Mala di Nago.
La soluzione C, sostenuta nelle scorse settimane anche da numerosi amministratori dell’Alto Garda, arriva invece fino alla rotatoria all’uscita della galleria Passo San Giovanni-Busa, in prossimità della discarica della Maza.
Le ipotesi D1 e D2, considerate dai tecnici provinciali le più performanti, proseguono invece fino alla piana del Linfano. Entrambe prevedono un nuovo attraversamento del fiume Sarca; la D2, rispetto alla D1, sfrutta maggiormente la viabilità già esistente lungo la strada a nord della Cantina Madonna delle Vittorie, riducendo ulteriormente il consumo di nuovo territorio.
Secondo le simulazioni illustrate durante l’incontro, proprio le soluzioni D1 e D2 risultano le migliori anche attribuendo maggiore peso agli aspetti ambientali e urbanistici.
Un sistema di opere collegate
L’incontro non si è limitato alla variante di Torbole. I tecnici provinciali hanno fatto il punto anche sullo stato di avanzamento della galleria Passo San Giovanni-Busa, ormai oltre il 90% di completamento, sul futuro collegamento tra l’uscita del tunnel e il Linfano, comprensivo delle connessioni ciclabili, e sulla bonifica della discarica della Maza.
Aggiornamenti anche sul versante ledrense, dove sono programmati i lavori di messa in sicurezza della galleria Dom e si continua a lavorare per arrivare all’avvio della variante di Molina di Ledro.
«Guardare all’intero territorio»
«Sul bypass di Torbole diciamo senza se e senza ma che quest’opera va realizzata», afferma il presidente di Confcommercio Alto Garda e Ledro, Claudio Miorelli. Secondo l’associazione, la valutazione delle diverse alternative deve considerare la distribuzione dei flussi di traffico verso Riva del Garda, Arco, Dro, Tenno, Ledro, Malcesine, Limone e Rovereto, guardando quindi all’intero sistema territoriale.
Confcommercio esprime una preferenza per la soluzione D2, ritenuta quella capace di coniugare funzionalità e minore impatto, aprendo la strada anche alla futura pedonalizzazione e valorizzazione del centro storico di Torbole.
Sulla stessa linea il presidente dei Ristoratori Alto Garda e Ledro, Paolo Turrini, che invita ad affidarsi alle valutazioni tecniche elaborate dalla Provincia, mentre il presidente dell’APT Garda Dolomiti, Silvio Rigatti, sottolinea come la variante possa rappresentare l’occasione per restituire qualità urbana al fronte lago, recuperando aree oggi occupate dai parcheggi e trasformandole in spazi pubblici dedicati a residenti e turisti.
Il confronto resta aperto e sarà ora chiamato a coinvolgere amministrazioni comunali, categorie economiche e cittadini su un’infrastruttura destinata a incidere profondamente sullo sviluppo dell’Alto Garda nei prossimi decenni.
(n.f.)