
Una bocciatura netta e senza appello. È il giudizio espresso dal Partito Democratico Dro–Drena sul bilancio di previsione 2026 e sul Documento unico di programmazione 2026–2028, il primo predisposto dalla Giunta Santoni. Secondo il gruppo di opposizione, si tratta di un atto “puramente contabile”, privo di visione politica e incapace di rispondere alle difficoltà sociali ed economiche che attraversano la comunità.
Nel documento diffuso dal PD, il bilancio viene definito orfano di soluzioni concrete per contrastare le crescenti fragilità di una parte della popolazione e del tessuto produttivo locale, oltre che privo di misure in grado di migliorare la qualità della vita nei diversi centri del territorio comunale.
“Governano i tecnici, non la politica”
Uno dei punti centrali della critica riguarda il ruolo della politica, ritenuto marginale sia nei contenuti del bilancio sia nel confronto consiliare. Durante il dibattito in Consiglio comunale, sottolinea il PD, alle numerose domande poste dalle minoranze l’Amministrazione avrebbe risposto quasi esclusivamente attraverso chiarimenti tecnici forniti dai funzionari, senza un indirizzo politico riconoscibile. Da qui l’accusa: a Dro, sostiene il PD, “governano i tecnici”, mentre la politica appare assente, incapace di imprimere una direzione chiara all’azione amministrativa.
Variante e territorio: il rischio di nuove marginalità
Forti le critiche anche alla variante urbanistica, giudicata “priva di visione” e destinata, una volta attuata, a rafforzare ulteriormente il peso del centro di Dro, aumentando al contempo la marginalità delle frazioni di Ceniga e Pietramurata. Secondo il PD, questo squilibrio potrebbe tradursi in rischi concreti per la sopravvivenza degli ultimi servizi locali, già oggi sotto pressione.
Un’impostazione che viene definita “forte con i deboli e debole con i forti”, incapace di tenere insieme sviluppo e coesione territoriale.
Spesa corrente, investimenti e servizi
Sul piano finanziario, il Partito Democratico evidenzia come non emergano azioni di contenimento della spesa corrente, mentre sul fronte degli investimenti nelle opere pubbliche il bilancio si limiterebbe a interventi già finanziati in passato, senza introdurre elementi di reale novità.
Particolarmente severo il giudizio sul capitolo dei servizi, dove viene indicato come “fallimento pesante” l’esperimento dell’anticipo scolastico, ritenuto emblematico di una programmazione inefficace.
I grandi temi irrisolti
Secondo il PD, anche su diversi nodi strategici per il futuro del territorio le risposte fornite dalla Giunta sarebbero risultate vaghe o inadeguate. Tra questi vengono citati:
– la Gestione associata con Drena,
– la situazione della RSA Molino,
– il servizio Bus & Go.
Altri ambiti, come il ruolo delle frazioni, la Protezione civile, la videosorveglianza e il destino dell’ex canonica, sarebbero stati invece trascurati o relegati in secondo piano.
Economia e agricoltura: “manca consapevolezza”
Un capitolo specifico è dedicato al settore economico, con particolare attenzione all’agricoltura. Il PD esprime preoccupazione per le prospettive delle storiche realtà locali, come la CBS Valli del Sarca, coinvolta in processi di fusione con altri soggetti.
Secondo l’opposizione, la Giunta non mostrerebbe piena consapevolezza delle ricadute economiche e sociali di questi cambiamenti, né del valore strategico del mondo economico in termini occupazionali e di contributo alla fiscalità generale.
Una bocciatura politica
La conclusione del documento è netta: il bilancio 2026 viene giudicato un atto esclusivamente tecnico, privo di identità e direzione. Una bocciatura che va oltre i numeri e investe il ruolo stesso della maggioranza.
“Alla Giunta e alla maggioranza – afferma il PD – spetta il compito e il dovere di non limitarsi ad amministrare il quotidiano, ma di scrivere e progettare un’idea di futuro”. Un messaggio che riporta al centro del dibattito il rapporto tra gestione amministrativa e visione politica, destinato a segnare anche i prossimi passaggi del confronto in Consiglio comunale. (n.f.)