
La messa a dimora di una betulla, simbolo di rinascita, rinnovamento e speranza, ha aperto sabato 19 settembre la prima edizione della Festa della pace di Arco, la due giorni dedicata alla promozione della cultura della pace, della cittadinanza attiva e della partecipazione sociale nata dalla volontà del locale gruppo scout Cngei e sostenuta dal Comune e da un’ampia mobilitazione comunitaria; la messa a dimora di un kaki di Nagasaki, nel tardo pomeriggio di domenica, l’ha chiusa in memoria di Franca Bazzanella, scomparsa alla fine di giugno del 2021, per anni figura di riferimento in zona del pacifismo e dell’impegno per i diritti umani.
Secondo momento di passaggio della festa, nel primo pomeriggio di sabato, l’inaugurazione di Villa Tappeiner quale Casa della pace, luogo stabile di promozione della pace, dove contestualmente sono state inaugurate due mostre: «La guerra vista con gli occhi dei bambini e le bambine palestinesi e ucraini», a cura di Inter Med e con la collaborazione di Ledro Inselberg APS, e «Radici di pace. Tra storie e memorie del giardino della Pace di Arco», a cura di Angioletta Maino, Paolo Leoni e Claudia Lorenzi.
Nel frattempo sul lato sud dell’edificio era stata stesa, a ricoprire quasi per intero la facciata, l’enorme bandiera palestinese (larga oltre 10 metri e alta oltre 6 per circa 62 metri quadrati di superficie e un peso di quasi 30 chili) realizzata all’uncinetto da un gruppo di 29 donne del Tesino su iniziativa del Centro tesino di cultura, entrata nel Guinness World Record quale bandiera della pace più grande del mondo, voluta quale invocazione alla cessazione del fuoco in Palestina.
Altro momento di particolare rilievo della festa è stata nel tardo pomeriggio: l’arrivo della Lampada della pace di Assisi, seconda tappa dell’Alto Garda e Ledro del Giro d’Italia per la pace. Ad accompagnare la lampada una rappresentanza del Tavolo intercomunale della pace. A seguire la fiaccolata per la pace ha percorso la città con diverse tappe, una delle quali al monumento allo scoutismo di via Baden Powell, con ritrovo della folla dei partecipanti in piazza Tre Novembre
Per il resto la festa ha offerto due giorni di momenti culturali, artistici, educativi e comunitari pensati per coinvolgere pubblici di tutte le età, con via Donatori di sangue chiusa la traffico e allestita con diversi gazebo di associazioni del territorio.
Tra le iniziative, sabato mattina subito dopo l’apertura, il seminario «Il giardino della Pace di Arco: dalla memoria alla comunità. Storia, persone e futuro di un progetto condiviso».
La chiusura, domenica nel tardo pomeriggio, è stata con la messa a dimora del kaki di Nagasaki, discendente dell’unica pianta sopravvissuta alla bomba atomica del 9 agosto 1945, in memoria di Franca Bazzanella, consigliera comunale e vicepresidente del Consiglio comunale di Riva del Garda, vicepresidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani e attivista infaticabile.














