Articolo pubblicato il: 22/08/2026 alle 18:00
La Busa - Bandiera sullo Stivo, Santoni: «Palestinese sì e israeliana no? La SAT ha ragione»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Politica

 

La vicenda della bandiera palestinese esposta al rifugio Prospero Marchetti sul Monte Stivo continua ad alimentare il dibattito ben oltre i sentieri della montagna arcense. E dopo la richiesta della SAT centrale di rimuoverla e le diverse prese di posizione degli ultimi giorni, arriva anche l’intervento di Giovanni Santoni, presidente dell’associazione Territorio, Casa, Identità ed ex segretario del PATT di Riva del Garda. La sua posizione è netta: «La SAT ha ragione».
Al centro del ragionamento di Santoni non c’è tanto il significato della bandiera palestinese, quanto il principio che dovrebbe disciplinare l’utilizzo di una struttura associativa.
«Ritengo che la SAT abbia ragione, sia in forza delle regole che disciplinano le proprie strutture, sia per il precedente che altrimenti si verrebbe a creare», afferma Santoni. La domanda che pone è altrettanto diretta: «Perché la bandiera palestinese sì e quella israeliana no?».

 

 

«Non trasformiamo tutto in due tifoserie»
Santoni affronta il tema anche attraverso la propria esperienza personale. Ricorda di essere stato nel sud del Libano, nei campi profughi palestinesi in Siria e Libano e in alcune zone della Cisgiordania. Una conoscenza diretta che, sostiene, gli impedisce di leggere il conflitto attraverso una semplice contrapposizione.
Per Santoni, infatti, la bandiera palestinese oggi esposta come solidarietà alla popolazione di Gaza porta con sé una storia molto più complessa, così come quella israeliana «non coincide solo con Netanyahu, con il suo governo o con il movimento dei coloni», ma rappresenta anche le vittime del 7 ottobre e degli attentati compiuti negli anni da Hamas e dalla Jihad islamica.
«In questi giorni, commenti e prese di posizione sembrano essersi nuovamente divisi in due tifoserie», osserva. Ma, aggiunge, «né la bandiera palestinese coincide solo con Hamas né quella israeliana solo con Netanyahu».

Il nodo del precedente
Ed è qui che il ragionamento torna sul rifugio Marchetti. Secondo Santoni, la SAT di Trento non starebbe negando la possibilità di esprimere solidarietà verso le popolazioni che soffrono, ma difendendo il principio secondo cui un singolo gestore non può attribuire autonomamente a una struttura dell’associazione una posizione inevitabilmente politica.
«Se si ammette la bandiera palestinese, deve potersi ammettere anche quella israeliana. Lo stesso principio dovrebbe valere per qualsiasi altro conflitto e per qualunque altra bandiera».
Una posizione maturata, sottolinea Santoni, non certo per estraneità alla causa palestinese: ricorda di conservare ancora una bandiera ricevuta vent’anni fa da Hezbollah nel sud del Libano e di avere visitato i luoghi segnati dal massacro di Sabra e Shatila.
Ed è proprio questa esperienza, conclude, a impedirgli «di ridurre una vicenda tanto complessa a una contrapposizione fra buoni e cattivi». Da qui il sostegno alla decisione della SAT e la convinzione che una regola, «per essere credibile, deve valere per tutti». (n.f.)

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