Articolo pubblicato il: 20/07/2026 alle 19:30
La Busa - Assenza Giunta ai Mondiali di arrampicata ad Arco, l’ex Assessore critica
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Sport

 

La decisione della giunta Fiorio di non partecipare alle premiazioni dei Mondiali giovanili di arrampicata in corso ad Arco continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire, questa volta, è Nicola Cattoi, ex assessore della giunta Betta e oggi consigliere comunale d’opposizione per Campobase, che invita a guardare oltre il gesto simbolico e alle conseguenze prodotte sulla città, sugli organizzatori e soprattutto sui giovani atleti.

 

 

«A mente fredda mi sono posto una domanda semplice: a chi ha fatto davvero bene questa scelta?», esordisce Cattoi. Secondo il consigliere, l’assenza dell’amministrazione alle cerimonie non avrà alcun effetto sulla politica internazionale e rischia invece di indebolire il ruolo costruito da Arco in decenni di investimenti, lavoro e passione.
«Non ha fatto bene alla città, che è diventata la capitale mondiale dell’arrampicata grazie ad atleti, volontari, organizzatori, imprenditori, associazioni e amministratori», osserva. Il pensiero va anche a chi lavora lontano dai riflettori per trasformare un Campionato del mondo non solo in una competizione, ma in una festa dello sport: «Mi chiedo come possano sentirsi oggi, vedendo che un evento nato per unire rischia di diventare terreno di divisione».
Il punto più delicato, per Cattoi, riguarda però i ragazzi in gara. «Gli atleti non sono i governi che rappresentano. Non decidono una guerra, non firmano trattati, non scelgono le politiche dei loro Paesi. Sono giovani che hanno dedicato anni della loro vita a un sogno sportivo».
Un principio che, sottolinea, vale allo stesso modo per gli atleti israeliani e palestinesi. Cattoi definisce «una ferita gravissima ai valori dello sport» l’eventuale impossibilità per giovani palestinesi di lasciare i Territori e partecipare alle competizioni internazionali. Ma proprio per questo si domanda se sia corretto trasformare altri atleti nel destinatario di una protesta politica.
«Lo sport perde ogni volta che un ragazzo non può gareggiare, a prescindere dal passaporto che porta in tasca», afferma.
L’ex assessore richiama quindi la responsabilità delle istituzioni. Una giunta, spiega, ha diritto a esprimere una sensibilità politica e morale, ma deve rappresentare l’intera comunità, comprese le persone che la pensano diversamente.
«Governare significa cercare ciò che unisce, anche quando è più facile alimentare ciò che divide. Per questo non avrei disertato quella cerimonia. Ci sarei stato per accogliere tutti gli atleti, ricordare ogni vittima innocente, palestinese e israeliana, e chiedere che anche gli atleti palestinesi possano gareggiare liberamente».
Cattoi condivide le parole del Comune sullo sport come strumento di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, ma ne contesta la traduzione concreta.
«Il gesto più coerente sarebbe stato essere presenti, accogliere tutti e condannare ogni violazione dei diritti umani, ovunque avvenga e chiunque la commetta. La pace non si costruisce con l’assenza, ma attraverso la presenza e la forza del dialogo».
(n.f.)

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Data e ora di stampa: 21/07/2026 14:09
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