Articolo pubblicato il: 21/03/2026 alle 19:00
La Busa - Arco, Villa Teresita ed emergenza abitativa: la strategia del Comune
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Solidarietà

 

C’è un’emergenza che ad Arco non fa rumore, ma cresce ogni giorno. Riguarda sempre più persone, famiglie, lavoratori, genitori separati. È la difficoltà, sempre più diffusa, di trovare una casa. Un problema che, come sottolinea l’assessore alle politiche sociali Mattia Mascher dialogando con la redazione de La Busa online, «il Comune di Arco e tutto l’Alto Garda vivono da tempo» e che oggi «è ormai un vero e proprio dramma sociale». È da questa consapevolezza che nasce uno dei primi interventi messi in campo dalla Giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio: il recupero di Villa Teresita, ex convento delle suore di Santa Croce, oggi patrimonio comunale, destinata a diventare uno spazio di co-housing sociale per rispondere alle situazioni più urgenti.

“Una risposta concreta a un bisogno reale”
Il progetto ha recentemente compiuto un passaggio decisivo con l’affidamento dell’incarico per il progetto di fattibilità tecnico-economica allo studio All Ing di Arco. Un atto che segna l’avvio concreto del percorso.
«Questo intervento va proprio nella direzione di dare una risposta concreta», spiega Mascher, «a un bisogno che incontriamo ogni giorno attraverso i servizi sociali: persone che si trovano improvvisamente senza casa e senza alternative».
Villa Teresita non sarà semplicemente un luogo dove dormire. «Non vogliamo creare un parcheggio sociale», precisa l’assessore, «ma uno spazio che accompagni le persone verso una nuova autonomia».

 

 

Un tetto, ma anche un percorso
Il modello scelto è quello dell’abitare accompagnato a bassa soglia: ospitalità temporanea – fino a un massimo di 24 mesi – affiancata da percorsi personalizzati di supporto.
«Parliamo di padri e madri in separazione, donne vittime di violenza, persone sole, famiglie in difficoltà», sottolinea Mascher. «Situazioni diverse, ma unite da un’urgenza: avere un posto dove ricominciare».
La struttura potrà accogliere tra le 12 e le 15 persone, con camere singole e doppie, spazi comuni e aree dedicate alla relazione. «Abbiamo pensato a un luogo dignitoso, funzionale, ma anche capace di creare comunità», aggiunge.

“Sul territorio mancano queste strutture”
Alla base del progetto c’è un’analisi condivisa con il Servizio Sociale della Comunità Alto Garda e Ledro. Il quadro emerso è chiaro.
«Oggi sul nostro territorio c’è una carenza assoluta di strutture di questo tipo», evidenzia l’assessore. «Sempre più spesso ci troviamo davanti a nuclei familiari o singole persone che non hanno un alloggio e non sappiamo dove collocarli in tempi rapidi».
Da qui la scelta di rafforzare la rete esistente, in continuità con esperienze come Casa Ulivi, CiRivalutiamo e Risaie, ma andando a coprire un segmento finora scoperto: quello dell’accoglienza temporanea.

Tempi certi e obiettivi chiari
Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 318 mila euro, con un contributo significativo – 200 mila euro – da parte della Comunità Alto Garda e Ledro.
Ma oltre alle risorse, l’amministrazione punta sulla rapidità. «Ci auguriamo di poter inaugurare l’immobile tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027», afferma Mascher. «C’è la volontà di procedere spediti, perché il bisogno è adesso».
Un’accelerazione resa possibile anche dal lavoro interno all’amministrazione. «Mi preme ringraziare il consigliere Ivo Tamburini, che ha una delega specifica su Villa Teresita, per l’intenso lavoro svolto finora per velocizzare i tempi». E il consigliere Tamburini commenta così: «Esprimo soddisfazione per l’incarico conferito allo studio Chizzola, sperando di soddisfare nel minor tempo possibile le esigenze abitative delle persone in difficoltà. Il pensiero deve andare verso coloro che faticano sotto l’aspetto economico e sociale, questo dovrebbe l’obiettivo di una società civile».

“Serve una strategia più ampia”
Villa Teresita, però, non basta da sola. «Questo sarà un tassello importante», chiarisce l’assessore, «ma si inserisce in una strategia più ampia che stiamo costruendo».
Tra le azioni già avviate c’è l’adesione alla Fondazione Trentino Abitare, «che offre un fondo di garanzia per i proprietari che vogliono affittare in sicurezza», oltre al lavoro con la Comunità di Valle, gli altri Comuni e Itea «per mettere a disposizione ulteriori appartamenti pubblici».
L’obiettivo è duplice: rispondere all’emergenza, ma anche prevenire nuove situazioni di fragilità.

Una sfida che riguarda tutta la comunità
«L’emergenza abitativa non è più un tema marginale», conclude Mascher. «Riguarda sempre più persone e interroga tutta la comunità».
Per Arco, il recupero di Villa Teresita rappresenta quindi molto più di un intervento edilizio. È il segnale di una presa di responsabilità politica e sociale, e il tentativo di trasformare un problema crescente in un percorso di risposte concrete.
«Sappiamo che non sarà la soluzione definitiva», ammette l’assessore, «ma è un passo necessario. E soprattutto è un passo che vogliamo fare in tempi certi».
Nicola Filippi

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