Articolo pubblicato il: 05/09/2026 alle 19:30
La Busa - Arco torna sul tracciato C1: fronte bipartisan sulla Variante di Torbole
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Economia, Notizie

 

Per una volta, sulla viabilità dell’Alto Garda, la politica arcense parla con una sola voce. E lo fa su una delle partite infrastrutturali più delicate degli ultimi anni: la futura Variante di Torbole, tassello decisivo del nuovo assetto viario destinato a ridisegnare gli accessi alla Busa.
Tutti i gruppi presenti in Consiglio comunale ad Arco hanno infatti sottoscritto una mozione unitaria che impegna sindaca Arianna Fiorio e la sua Giunta a sostenere nelle sedi competenti il tracciato C1, quello con innesto ai piedi del Monte Creino, già individuato e condiviso nel 2016. Solo qualora questa soluzione risultasse tecnicamente irrealizzabile per motivi idrogeologici, il documento indica come seconda scelta la C2 Conca-Maza. Tradotto: Arco si schiera contro le ipotesi D1-D2, che porterebbero lo sbocco della nuova variante nella zona sud del Linfano, nei pressi di via Lari, soluzione sostenuta dalla Provincia e appoggiata anche da Confcommercio Alto Garda e Ledro.

 

 

Una storia che parte dal 2016
Il C1 non nasce oggi. La soluzione con uscita ai piedi del Monte Creino era stata condivisa dagli amministratori del territorio già dieci anni fa e aveva ottenuto anche il parere favorevole della Commissione provinciale per la qualità architettonica.
Nel frattempo il quadro complessivo della viabilità è diventato ancora più articolato. C’è la Passo San Giovanni-Cretaccio, con la sua Unità funzionale 3 destinata a collegare lo sbocco del tunnel sulla Maza verso nord; c’è la futura Variante di Torbole; e c’è il nodo di Bolognano, dove il Consiglio arcense chiede che la nuova rotatoria venga realizzata e messa in esercizio prima dell’apertura della galleria, ritenendola indispensabile per sicurezza e sostenibilità della viabilità locale.
La mozione chiede infatti di attribuire priorità proprio al completamento dell’UF3 e lega espressamente l’apertura del nuovo collegamento alla sistemazione del nodo di Bolognano.

I dubbi sui dati della Provincia
Il documento entra anche nel merito dell’analisi provinciale presentata il 13 luglio. I consiglieri contestano anzitutto i dati utilizzati sui flussi di traffico, ricavati – sostengono – da rilevazioni TomTom limitate ad alcuni giorni del 2024 anziché dalla rete provinciale di monitoraggio.
Viene inoltre evidenziata una presunta incoerenza nella valutazione dell’“efficacia trasportistica”: a fronte di flussi previsti praticamente equivalenti tra soluzione C e D1-D2, il punteggio assegnato sarebbe sensibilmente differente.
Altro tema è quello ambientale. Secondo la mozione, il C1 comporterebbe un consumo di suolo pressoché nullo, limitato sostanzialmente alla rotatoria, mentre l’uscita al Linfano richiederebbe tra circa 5.665 e 6.300 metri quadrati, oltre alla possibile realizzazione di un nuovo ponte sul Sarca e agli adeguamenti della statale esistente.
A sottoscrivere il documento sono rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, dalla maggioranza alle opposizioni: un fronte trasversale decisamente raro quando si parla di grandi opere.
E la tempistica non è casuale. Giovedì 10 settembre il Consiglio dei sindaci tornerà infatti sul dossier incontrando le categorie economiche, oggi divise tra chi guarda al Linfano e chi continua a preferire l’asse Maza-Cretaccio.
Arco, intanto, la sua scelta l’ha fatta. E questa volta senza distinguo. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 05/09/2026 21:12
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