
La sicurezza stradale, la gestione dello spazio pubblico e la qualità urbana tornano al centro del dibattito cittadino. In una intervista con la redazione de La Busa online, il vicesindaco di Arco Marco Piantoni, che in giunta ricopre anche deleghe assessorili alla mobilità e alla viabilità, propone una lettura strutturale delle criticità locali, collegandole alle scelte urbanistiche stratificate nel tempo.
«Una rete viaria mai pensata per la crescita»
Alla domanda su quale errore urbanistico pesi maggiormente sulla sicurezza urbana, Piantoni invita ad allargare lo sguardo. Arco – osserva – nasce da un tessuto storico legato all’agricoltura e a una costellazione di nuclei abitati che non sono mai stati integrati, in modo organico, in una rete stradale adeguata all’aumento della popolazione e all’uso massiccio dell’automobile.
Il nodo centrale, secondo il vicesindaco, non è un singolo intervento ma un’impostazione di lungo periodo: «La pianificazione urbanistica, ancora prima del PRG del 2020, non è mai stata costruita per dare una rete di strade adatta alla crescita». Un quadro aggravato – aggiunge – dal ricorso alle varianti, che avrebbero consentito ulteriori volumi edilizi senza un parallelo potenziamento di viabilità e servizi.
Espansione urbana e servizi: «Un errore molto grave»
Piantoni sottolinea come l’espansione residenziale non sia stata accompagnata da un adeguato dimensionamento delle infrastrutture pubbliche. «Quando fai crescere gli spazi residenziali devi calcolare anche servizi e viabilità. Ciò non è mai stato fatto», afferma, richiamando esempi concreti come via De Gasperi e l’area di San Giorgio.
Il riferimento è a quartieri cresciuti rapidamente, dove la pressione abitativa si riflette su strade e spazi pubblici progettati per numeri ben inferiori. «Se porti mille persone ad abitare in un’area, devi prevedere scuole, fermate del pullman, strade». La mancanza di questa visione integrata viene definita «un errore grave, molto grave».
La dimensione sovracomunale e il ruolo della pianificazione
Alla questione sulle responsabilità – Comune o Comunità di valle – il vicesindaco risponde evitando semplificazioni: la pianificazione va affrontata sia a livello comunale sia sovracomunale. Il problema, nella sua analisi, riguarda anche previsioni urbanistiche ritenute «molto generose» e una dinamica di sviluppo che, nel tempo, avrebbe prodotto una distribuzione «casuale» dei nuovi volumi edilizi.
In questo passaggio Piantoni richiama implicitamente le valutazioni dell’Osservatorio per il Paesaggio Trentino, che da anni segnala come l’espansione urbana nell’Alto Garda presenti elementi di discontinuità e scarsa organicità.
Spazio limitato, più auto: «Serve cambiare abitudini»
Uno dei punti chiave dell’intervista riguarda la convivenza tra modalità di spostamento. In un contesto di spazi urbani rigidi, l’aumento simultaneo di residenti e automobili rende sempre più complessa la gestione della mobilità. «Noi siamo diventati tanti, come le auto, mentre lo spazio è poco», sintetizza Piantoni.
Da qui l’invito a «mettere in discussione le nostre abitudini», privilegiando – dove possibile – spostamenti a piedi o in bicicletta. Non come scelta ideologica, ma come risposta funzionale ai limiti fisici della città: «Muoversi con una macchina, quando gli spazi sono ridotti, è molto meno funzionale».
Riequilibrare lo spazio pubblico senza «spaccare la città»
Il riequilibrio dello spazio pubblico, riconosce il vicesindaco, implica inevitabilmente scelte sensibili. Il limite da non superare è sociale prima ancora che tecnico: «Devi condividere con la gente questo tipo di visione e l’analisi delle criticità». In altre parole, nessuna trasformazione può prescindere dal consenso e dalla comprensione diffusa delle condizioni di partenza.
L’esempio di via De Gasperi diventa emblematico: un asse viario pensato per poche famiglie che oggi serve centinaia di nuclei. In questo scenario, sostiene Piantoni, la modifica dei comportamenti individuali può incidere quanto – se non più – degli interventi infrastrutturali.
Sicurezza stradale: «Non esiste una misura unica»
Sul fronte degli incidenti, ricordando anche i recenti dati dell’incremento degli incidenti con ciclisti, il vicesindaco Piantoni respinge l’idea di soluzioni semplicistiche. La sicurezza stradale nasce dalla combinazione di fattori diversi: comportamento umano, controlli, qualità delle infrastrutture, velocità di percorrenza. «Non ce n’è una che da sola può dare risposte», conclude, indicando la necessità di politiche integrate e multilivello.
L’intervento del vicesindaco si inserisce in un confronto che ad Arco, come in molte realtà dell’Alto Garda, intreccia pianificazione urbanistica, mobilità e vivibilità degli spazi pubblici. Temi destinati a rimanere centrali nel dibattito amministrativo e civico dei prossimi anni.
Nicola Filippi