
Trasformare lo sport in uno strumento concreto di pace, accoglienza e cooperazione internazionale, partendo proprio da ciò che ha reso Arco conosciuta nel mondo: l’arrampicata. È questo il cuore della mozione presentata dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, nata dal lavoro del Circolo cittadino (guidato dal segretario Renato Miorelli) e pensata per costruire una vera e propria “Infrastruttura di Pace”.
La proposta indica come primo possibile passo l’accoglienza temporanea ad Arco di giovani atleti palestinesi che, secondo quanto riportato nel documento, incontrano oggi forti difficoltà nel proseguire regolarmente l’attività sportiva. In una fase successiva, il progetto potrebbe essere esteso anche a ragazzi provenienti da altri territori colpiti da guerre o gravi crisi umanitarie, secondo criteri trasparenti e nel rispetto delle norme, in particolare quelle relative alla tutela dei minori.
Dalla Tregua Olimpica a un progetto locale
La mozione richiama anche la Tregua Olimpica, oggetto di specifiche risoluzioni delle Nazioni Unite in occasione dei Giochi. In vista di Milano-Cortina 2026, l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato il 19 novembre 2025 una nuova risoluzione dedicata proprio alla tregua olimpica. Il documento cita inoltre realtà già impegnate nell’utilizzo dello sport come strumento di inclusione. La Olympic Refuge Foundation lavora sull’accesso allo sport sicuro per giovani colpiti dallo sfollamento, mentre l’organizzazione internazionale Peace and Sport, fondata nel 2007 e con sede a Monaco, promuove programmi che utilizzano lo sport per favorire comunità più inclusive e pacifiche. È dentro questa cornice che il PD locale prova a collocare la vocazione internazionale di Arco.
Un tavolo con sport, terzo settore e cooperazione
La mozione impegna la sindaca Fiorio e la sua Giunta ad avviare un cronoprogramma di fattibilità e a costituire un tavolo di lavoro con FASI, IFSC, associazioni sportive locali, enti del terzo settore e realtà con esperienza nell’accoglienza dei minori stranieri. Tra i possibili interlocutori viene indicato anche UNHCR, insieme alle organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale. Il progetto dovrà verificare costi, disponibilità delle strutture, modalità di ospitalità, durata dei soggiorni, responsabilità organizzative e possibilità di accedere a finanziamenti provinciali, nazionali, europei e privati, oltre a eventuali sponsorizzazioni del territorio.
Non solo accoglienza
La proposta contiene anche un elemento culturale. Il Comune verrebbe infatti invitato a promuovere almeno un’iniziativa pubblica ogni anno dedicata al rapporto tra sport, pace e cooperazione, attraverso convegni, proiezioni o eventi sportivi aperti alla cittadinanza.
C’è poi l’ipotesi di dedicare uno spazio pubblico o un percorso di arrampicata alla pace e al dialogo tra i popoli, come segno simbolico dell’impegno assunto.
Infine, la mozione chiede una relazione annuale al Consiglio comunale sullo stato di avanzamento del progetto.
Il PD precisa che l’iniziativa non vuole assumere una posizione di politica estera, ma costruire un percorso umanitario e culturale legato alle caratteristiche della città.
La domanda politica che arriva ora in aula è dunque concreta: può Arco mettere strutture, competenze e relazioni costruite in decenni di sport internazionale al servizio anche di un progetto di solidarietà? È questo il terreno sul quale il Consiglio comunale sarà chiamato a confrontarsi. (nf)