
Una gestione più sostenibile delle ramaglie derivanti dalla potatura degli olivi e la loro trasformazione da scarto a risorsa. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio comunale ad Arco dai consiglieri Gabriele Andreasi e Dario Ioppi (Pd) e Nicola Cattoi (Campobase), indirizzata al presidente del Consiglio comunale Marco Manzoni e alla sindaca Arianna Fiorio.
Il documento prende le mosse da una constatazione legata alla specificità del territorio arcense, caratterizzato da una diffusa e pregiata olivicoltura che rappresenta non solo una voce importante dell’economia agricola locale, ma anche un elemento identitario del paesaggio gardesano.
Tradizionalmente, i residui della potatura degli olivi – le cosiddette ramaglie – venivano smaltiti attraverso l’abbruciamento in loco. Una pratica oggi fortemente limitata e attualmente sospesa nel territorio comunale da un’ordinanza sindacale in vigore fino al 31 marzo 2026. Proprio questo contesto, secondo i proponenti, rende necessario individuare soluzioni alternative e più sostenibili.
La mozione richiama anche il quadro normativo nazionale: il decreto legislativo 152/2006 favorisce infatti il recupero dei residui agricoli come “sottoprodotti”, evitando la classificazione come rifiuti, purché vengano inseriti in filiere tracciate e sostenibili.
In questa direzione viene indicato come esempio il recente percorso avviato dal Comune di Malcesine, come raccontato da La Busa online, che da gennaio 2026 ha promosso un sistema di gestione collettiva dei residui vegetali. L’iniziativa, sostenuta dalla Rete regionale innovativa Innosap con il coinvolgimento dell’azienda Menz & Gasser e dello stesso Comune veronese nell’ambito del progetto Agrifuture, punta a valorizzare le ramaglie trasformandole in biomassa o compost.
Un modello che, secondo i firmatari della mozione, potrebbe essere replicato anche ad Arco, portando benefici sia ambientali sia organizzativi. L’adozione di sistemi di cippatura e il conferimento a centri di biomassa consentirebbero infatti di ridurre gli adempimenti burocratici per gli olivicoltori – siano essi aziende agricole o piccoli proprietari – oltre ad alleggerire la pressione sui centri di raccolta dei rifiuti.
Nel dispositivo finale la mozione impegna la Giunta comunale ad approfondire l’esperienza di Malcesine, coinvolgendo associazioni di categoria come Coldiretti e Cia e le principali realtà del territorio, tra cui consorzi agricoli e Agraria Riva del Garda. Si chiede inoltre di individuare un’area comunale idonea per avviare l’iniziativa, promuovere un incontro pubblico informativo per i coltivatori e valutare l’accesso a fondi provinciali o europei per sostenere i costi del progetto, riducendo l’impatto economico sui piccoli proprietari.
(n.f.)