
Lasciare l’automobile in garage e raggiungere il posto di lavoro pedalando su una bicicletta elettrica messa gratuitamente a disposizione dal Comune. Non un semplice incentivo economico, ma un progetto capace di cambiare le abitudini quotidiane, alleggerire il traffico e offrire un’alternativa concreta agli spostamenti in auto. Si chiama “Bike&Go” ed è la proposta che tre ex amministratori di Arco, oggi seduti sui banchi dell’opposizione, hanno depositato in municipio per sottoporla al Consiglio comunale.
A firmare la mozione, datata 20 ottobre, sono Gabriele Andreasi e Dario Ioppi del Partito Democratico e Nicola Cattoi di Campobase. Tre consiglieri con una precedente esperienza amministrativa con il sindaco Betta che, questa volta, scelgono di portare all’attenzione della maggioranza guidata dalla sindaca Arianna Fiorio una proposta operativa, chiedendo di trasformarla in un progetto condiviso.
L’idea arriva da Bressanone, dove l’iniziativa eBike2Work (foto), avviata nel 2019, ha raccolto un notevole interesse. Nel 2020 furono assegnate 100 biciclette elettriche a fronte di circa 250 richieste, mentre l’edizione successiva registrò oltre 400 candidature. Nel 2025 il programma prevedeva mezzi in comodato gratuito fino a tre anni, accompagnati da un contributo annuale di 220 euro per la manutenzione. «È un progetto sul quale avevo cominciato a ragionare sul finire del mio mandato da assessore – racconta Andreasi –. Peccato che poi non sia più riuscito a tradurlo in realtà. Ora ci riprovo con una mozione, sperando che trovi condivisione da parte dell’aula».
Il meccanismo è relativamente semplice. Il Comune acquista un primo gruppo di biciclette a pedalata assistita e le assegna attraverso un bando pubblico ai residenti disponibili a utilizzarle abitualmente al posto dell’automobile, soprattutto per raggiungere il lavoro.
La graduatoria potrebbe considerare distanza casa-lavoro, dislivelli, frequenza degli spostamenti, necessità di rientrare a pranzo e accompagnamento dei figli. Particolare attenzione verrebbe riservata anche alle frazioni, per garantire un’equa distribuzione delle opportunità. «Al termine del periodo il cittadino deve restituire la bici oppure partecipare all’asta pubblica con la quale vengono vendute – spiega Andreasi, riferendosi all’esperienza altoatesina –. Con il ricavato dalla vendita si comprano altre bici e il giro ricomincia».
Un modello circolare che ad Arco potrebbe essere adattato alle risorse disponibili, prevedendo anche la revisione e la riassegnazione dei mezzi.
Il nome “Bike&Go” non è casuale. Richiama infatti Bus&Go, l’apprezzato servizio di trasporto pubblico a chiamata, sempre più diffuso nell’Alto Garda, del quale Andreasi è stato uno dei principali promotori durante la precedente esperienza amministrativa.
La nuova proposta si inserisce nella stessa filosofia: offrire alternative credibili all’automobile privata, senza pretendere che un’unica soluzione possa rispondere alle esigenze di tutti.
Un collegamento particolarmente interessante riguarda il polo industriale del Linfano, dove Confindustria ha promosso lo studio Go Green per migliorare la mobilità dei lavoratori. Proprio dal 2 novembre entreranno in servizio tre nuove linee di trasporto pubblico, con orari calibrati sui turni degli stabilimenti. «Questo progetto si sposa benissimo con le iniziative delle aziende del Linfano per incentivare forme di mobilità alternative all’auto privata per i propri dipendenti», sottolinea Andreasi.
La mozione propone quindi un confronto con le imprese, anche per valutare eventuali cofinanziamenti, parcheggi sicuri, punti di ricarica, spogliatoi e collegamenti ciclabili adeguati.
Non si parte, peraltro, da zero.
Il Piano urbano della mobilità sostenibile di Arco, approvato nel dicembre 2023, contempla già incentivi bike to work e prestiti gratuiti di biciclette elettriche.
La proposta non costituisce ancora una decisione dell’amministrazione comunale, né sono stati definiti numero dei mezzi, costi e coperture finanziarie. I tre consiglieri chiedono che, qualora la mozione venga approvata, la Giunta predisponga entro un anno un progetto operativo, coinvolgendo anche il Consiglio.
La sfida, dunque, passa ora alla maggioranza: valutare sostenibilità economica, sicurezza dei percorsi e reale efficacia dell’iniziativa. Con un obiettivo che potrebbe andare oltre gli schieramenti politici: meno automobili sulle strade di Arco e più opportunità per chi vuole cambiare il proprio modo di muoversi. (n.f.)