Articolo pubblicato il: 06/05/2026 alle 19:00
La Busa - Arco celebra il suo oro verde: torna il Festival dell’Olio tra cultura, gusto e territorio
Posted By Redazione
Categoria: Agricoltura, Cucina, Cultura, Notizie

 

Dal 15 al 17 maggio il cuore di Arco tornerà a profumare d’olio, cultura e territorio. Dopo il successo della prima edizione, il “Festival dell’Olio” – organizzato dal consorzio Assocentro di Arco – si prepara infatti ad animare nuovamente piazzale Marchetti, alle spalle della Collegiata, confermandosi molto più di una semplice vetrina gastronomica: un evento capace di raccontare l’anima più autentica della città e delle sue olivaie, intrecciando in maniera sempre più forte sport, cultura, storia e tradizioni locali.
Presentata nella sede di Assocentro, la manifestazione nasce infatti in stretta sinergia con il Garda Trentino Trail, in un connubio che gli organizzatori definiscono ormai strategico per valorizzare il territorio in tutte le sue sfaccettature. Un’idea nata lo scorso anno e cresciuta ulteriormente in questa seconda edizione, con l’obiettivo di unire la forza attrattiva dello sport alla promozione culturale ed enogastronomica dell’Alto Garda.
«In questo festival c’è tanta cultura» ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Arco, Massimiliano Floriani, evidenziando proprio la bontà dell’intuizione che ha legato il festival alla manifestazione sportiva organizzata da Matteo Paternostro. «Non c’è solo la parte sportiva, turistica e ambientale, ma anche quella culturale» ha spiegato Floriani, rimarcando come eventi di questo tipo siano fondamentali per elevare la qualità dell’offerta turistica e raccontare l’identità più profonda del territorio.
Per Floriani, infatti, l’olivo non è soltanto una coltivazione agricola. È parte integrante della storia e del paesaggio arcense. «Spesso ci dimentichiamo del valore importante dell’olivaia, non solo dal punto di vista della tradizione contadina e dell’olivicoltura tramandata di generazione in generazione, ma anche della sua fortissima connotazione paesaggistica e culturale».
Non a caso l’assessore ha insistito su un concetto preciso: non esiste soltanto “l’olivaia di Arco”, ma un sistema di “olivaie” che caratterizza l’intero territorio dell’Oltresarca e del Romarzollo, contribuendo a modellare quel paesaggio mediterraneo che da secoli rende unica Arco.

 

 

Un’identità che affonda le radici nella storia. Floriani ha ricordato come già nel periodo austro-ungarico la città fosse meta privilegiata della nobiltà europea grazie al suo clima mite e alla presenza degli olivi. E ancora prima, nel 1495, Albrecht Dürer dipinse la Rocca di Arco circondata dagli ulivi, segno di una tradizione già allora profondamente radicata. Senza dimenticare Rainer Maria Rilke, che proprio ad Arco trovò ispirazione e quiete, tanto da lasciare il proprio nome alla celebre passeggiata panoramica attorno al castello.
«La coltivazione dell’olivo e la spremitura dell’oliva qui rappresentano la realtà più settentrionale d’Europa. È una tradizione culturale e storica che va preservata» ha aggiunto Floriani.
Ed è proprio questo lo spirito del Festival dell’Olio: raccontare l’“oro verde” del Garda Trentino non soltanto attraverso degustazioni e mercatini, ma come elemento identitario di una comunità.
«Non è un semplice mercatino di piccoli produttori» ha spiegato il presidente di Assocentro Mattia Detoni. «È un contenitore che fa cultura sull’olivo e sull’olio a 360 gradi». Accanto agli stand, il programma prevede infatti percorsi sensoriali, esperienze all’interno delle olivaie, degustazioni guidate e laboratori per bambini, come “Olio che mi piace!”, pensato per avvicinare i più piccoli al mondo dell’olio attraverso il gioco, i profumi e l’assaggio.
Il legame con il Garda Trentino Trail sarà ancora più evidente in questa edizione. La gara simbolo attraverserà infatti due volte il castello di Arco e la sua olivaia, passando anche dalla Torre Renghera. «Prima era la gara dei tre laghi, ora è la gara del castello» ha spiegato Matteo Paternostro, presidente dell’evento sportivo, sottolineando la volontà di trasformare il maniero e il suo paesaggio in una vera cartolina internazionale del territorio.
«Gli eventi sportivi hanno sempre più bisogno di legarsi alla cultura e alla gastronomia» ha aggiunto Paternostro. «Nella nostra zona è fondamentale creare una rete tra sport, territorio e tradizioni».
Durante la conferenza stampa è emerso inoltre, con sincera riconoscenza da parte di tutti gli intervenuti, un sentito ringraziamento a Enzo Zampiccoli, presidente uscente della Cassa Rurale Alto Garda-Rovereto. Organizzatori e amministratori hanno voluto sottolineare il ruolo fondamentale svolto negli anni dalla Cassa Rurale nel sostenere il mondo dell’associazionismo, della cultura e dello sport dell’Alto Garda e Ledro, accompagnando concretamente la crescita di eventi e iniziative diventati oggi patrimonio del territorio.
Per tre giorni, dunque, Arco non celebrerà soltanto il proprio olio. Celebrerà sé stessa, la propria storia e quel felice intreccio tra sport, cultura, paesaggio e tradizioni che continua a rendere unico il Garda Trentino.
Nicola Filippi

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