
C’è chi li parcheggia lungo le strade, chi nelle vicinanze delle campagne, chi ai margini dei centri abitati. Poi quei camper rimangono fermi per settimane, talvolta per mesi, in attesa della prossima vacanza. Ad Arco la presenza diffusa dei mezzi ricreazionali di proprietà dei residenti torna al centro del dibattito cittadino, sollevando una questione che riguarda il decoro urbano, la disponibilità di parcheggi e, soprattutto, la necessità di organizzare meglio gli spazi pubblici.
A richiamare l’attenzione dell’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio è Voce Comune per Arco, attraverso Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, che chiedono di individuare un’area destinata esclusivamente al rimessaggio dei camper dei residenti, con accessi regolamentati e una gestione organizzata. «Non si tratta certamente di penalizzare i proprietari dei camper, ma di individuare una soluzione organizzata per il loro rimessaggio nei periodi in cui questi mezzi non vengono utilizzati», sottolineano i rappresentanti del gruppo civico.
Secondo Voce Comune, sul territorio comunale sarebbero presenti decine di camper, spesso lasciati in sosta prolungata lungo strade urbane, rurali e forestali o in prossimità di aree verdi. Una situazione che, a giudizio dei promotori, richiede una risposta strutturale, evitando interventi occasionali o semplici divieti.
Un modello esiste già nella vicina Riva del Garda. Qui Alto Garda Parcheggi e Mobilità gestisce due aree riservate ai camper dei residenti: quella della Baltera, in via Marone, con 15 piazzole, e quella di via Treviso, con altri 31 posti. Complessivamente 46 stalli, accessibili mediante abbonamento annuale di 300 euro.
Proprio l’area di via Treviso rappresenta un precedente significativo: venne attivata nel luglio 2023 per rispondere alle numerose richieste dei residenti e alla lista d’attesa che si era formata alla Baltera. Una scelta amministrativa nata dalla necessità di liberare altri parcheggi cittadini dalla sosta prolungata dei mezzi ricreazionali.
Per Arco, Voce Comune suggerisce una soluzione analoga, eventualmente affidando la gestione ad AMSA. Anche uno spazio inizialmente contenuto, osservano Aldrighetti e Maino, potrebbe rappresentare un primo passo concreto.
La proposta si intreccia inevitabilmente con il confronto sul futuro del parcheggio di Caneve, dove la giunta ha individuato una soluzione sopraelevata da circa 245 posti auto, con spazi anche per autobus e camper, per un investimento complessivo stimato in 6,4 milioni di euro.
Ma il gruppo civico invita a distinguere nettamente le due esigenze: da una parte i camper turistici, che necessitano di aree attrezzate per soste temporanee. Dall’altra quelli dei residenti, per i quali servono spazi di custodia e parcheggio prolungato.
Rimane inoltre la contrarietà di Voce Comune alla sopraelevazione di Caneve, accompagnata dalla richiesta di valutare una soluzione interrata oppure parcheggi distribuiti su aree già urbanisticamente compromesse.
Il tema, dunque, va oltre i camper. Riguarda la programmazione della mobilità e la capacità di una città turistica come Arco di conciliare le esigenze di chi la visita con quelle di chi la vive tutto l’anno. Perché organizzare meglio la sosta significa anche restituire spazio e funzionalità alla città. (n.f.)