Articolo pubblicato il: 15/04/2026 alle 18:03
La Busa - Il Comune di Arco vende il negozio a Villa San Pietro, è polemica
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie, Politica

 

Ad Arco torna al centro del dibattito politico la gestione del patrimonio pubblico, con un’interrogazione che punta dritto al cuore di una scelta definita “meritevole di approfondimento” sotto diversi profili. A firmarla sono tre ex assessori della precedente amministrazione – Nicola Cattoi (Campobase), Gabriele Andreasi e Dario Ioppi (PD) – oggi consiglieri comunali d’opposizione, che chiedono conto alla sindaca Arianna Fiorio e alla Giunta della decisione di alienare un immobile recentemente acquisito nell’ambito dell’operazione urbanistica dell’ex Villa San Pietro.
Il nodo è rappresentato da uno spazio commerciale di circa 70 metri quadrati, in classe energetica A+, inserito al piano terra del complesso di via San Pietro. Un bene pubblico entrato nella disponibilità del Comune nel 2024 a seguito di una convenzione urbanistica “frutto di un percorso regolatorio complesso, volto proprio a incrementare il patrimonio pubblico a beneficio della collettività”, come ricordano i firmatari.

 

 

E proprio qui si concentra la critica politica. La Giunta ha infatti deciso di procedere alla vendita tramite asta pubblica, motivando la scelta con il “prevalente interesse pubblico a conseguire una plusvalenza immediata” di almeno 219.600 euro, da destinare a opere ritenute di maggiore utilità. Una linea che, secondo Cattoi, Andreasi e Ioppi, solleva interrogativi non secondari: “La decisione di procedere alla vendita dei locali, determinando il venir meno della loro possibile destinazione a uso pubblico, appare orientata a reperire risorse nel breve periodo”.
Un’impostazione che, a loro giudizio, richiede di essere contestualizzata all’interno di una visione più ampia. I consiglieri sottolineano infatti come il Comune disponga di un avanzo di amministrazione “ampiamente documentato e consistente”, elemento che rende necessario chiarire “le ragioni per cui tale opzione sia stata ritenuta preferibile rispetto ad altre modalità di finanziamento”.
Non solo. L’interrogazione richiama anche il valore strategico dell’immobile, situato nel centro storico e inserito in un contesto che, nel corso degli anni, ha sempre previsto spazi destinati alla collettività. Tra le ipotesi avanzate in passato figuravano un punto informativo, una sede per il Comitato di partecipazione di Arco centro o un presidio della Polizia Locale, oggi assente dopo la dismissione di Villa Pasquali.
Da qui la domanda di fondo: perché rinunciare a uno spazio pubblico appena acquisito? “Alienare definitivamente un immobile nuovo, efficiente e collocato in posizione centrale comporta la rinuncia a una possibile entrata stabile e continuativa”, osservano i consiglieri, evidenziando come una gestione alternativa – ad esempio tramite locazione – avrebbe potuto garantire nel tempo un flusso di risorse a supporto della spesa corrente.
L’attenzione si sposta poi sugli aspetti giuridici e procedurali. I firmatari chiedono se sia stata effettuata una valutazione sulla coerenza della vendita rispetto alle finalità pubbliche originarie della convenzione urbanistica, e se siano stati considerati eventuali vincoli o cautele. Inoltre, viene sollevato il tema della partecipazione: “Per quale ragione l’Amministrazione abbia escluso la possibilità di destinare l’immobile a funzioni di pubblica utilità, senza un confronto con il Comitato di partecipazione e le realtà associative”.
Sul piano politico, la questione assume un significato più ampio. La scelta di monetizzare un bene pubblico appena acquisito viene letta come un passaggio che potrebbe incidere sull’equilibrio tra funzioni pubbliche e private nel centro storico, con il rischio di “un ridimensionamento della disponibilità di spazi destinabili a servizi o attività di interesse pubblico”.
Ora la parola passa all’amministrazione comunale, chiamata a fornire risposte puntuali e a chiarire come sia stato bilanciato, nella decisione, “l’interesse all’immediata disponibilità di risorse con la tutela e la valorizzazione del patrimonio pubblico”. Un tema destinato a trovare spazio nel prossimo Consiglio comunale e, con ogni probabilità, ad alimentare il confronto politico nelle settimane a venire.

(n.f.)

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