
Una piazza non è mai soltanto un luogo. È uno spazio simbolico, soprattutto quando si chiama piazza Costituzione. Ed è proprio qui, nel cuore di Riva del Garda, che mercoledì 25 febbraio ha preso forma pubblicamente una nuova pagina dell’associazionismo culturale altogardesano: la presentazione ufficiale del direttivo di Arci Altro Garda – Roberta Corradini APS.
Un passaggio denso di significati, che unisce memoria e progettualità. La nascita del nuovo circolo non rappresenta infatti un semplice ritorno organizzativo, ma il tentativo dichiarato di ricostruire spazi di socialità, cultura e confronto critico nel territorio dell’Alto Garda.
Un’eredità che attraversa gli anni
Il nuovo circolo si inserisce nel solco dell’esperienza del precedente Circolo Arci Alto Garda, protagonista tra il 2011 e il 2016 di stagioni culturali vivaci, animate da rassegne, concerti, incontri pubblici e momenti di dibattito. Un percorso profondamente legato alla figura di Roberta Corradini, a cui oggi il circolo è intitolato.
Corradini, attivista e figura di riferimento per molti, aveva contribuito a costruire un’idea di associazionismo come luogo di relazione, riflessione e produzione culturale. La sua scomparsa ha rappresentato per il gruppo promotore non solo un momento di dolore, ma anche una spinta a dare continuità a quell’esperienza.
Il senso di quell’“Altro”
Nel nome del circolo (nato dall’aggiunta di una “erre” al vecchio nome), quell’“Altro” diventa chiave di lettura e dichiarazione d’intenti. L’obiettivo è aprire spazi di dialogo e pluralismo, promuovere linguaggi inclusivi e alimentare un confronto capace di sottrarsi alle semplificazioni e alle polarizzazioni del presente.
Tra i temi indicati come centrali emergono la pace, i diritti civili, la laicità delle istituzioni, le fragilità sociali e ambientali, il lavoro e il diritto alla casa.
Il nuovo direttivo
Durante l’incontro pubblico è stato presentato il direttivo che guiderà il circolo nella nuova fase:
– Tommaso Ulivieri – presidente
– Sylvia Girelli – vicepresidente
– Giovanna Bordin – segretaria e tesoriera
– Luca Spagnolli
– Alessia Conforto
– Marianna Mieli
– Diego Bombardelli
La prima uscita ufficiale: una serata tra parole, musica e identità
La ripartenza del circolo troverà un primo momento concreto venerdì 27 febbraio (ore 18.30), negli spazi del centro giovanile intercomunale Cantiere 26 di Prabi, luogo che non a caso diventa teatro della presentazione pubblica dell’associazione.
La serata, pensata come evento di incontro e condivisione, alternerà momenti di racconto e proposta culturale. Sarà innanzitutto l’occasione per illustrare al pubblico la visione del nuovo circolo, i temi che ne animano l’azione e le direttrici lungo cui si svilupperanno le attività future.
Accanto alla dimensione associativa, troverà spazio la musica, elemento da sempre centrale nella tradizione ARCI. Protagonista dell’appuntamento sarà infatti il concerto acustico di Milo Brugnara, artista già noto e apprezzato nel panorama culturale locale.
Ad accompagnarlo sul palco saranno Vanessa Bresadola al violino e Marco Tabilio alla fisarmonica, in una formazione che promette un’atmosfera intima e partecipata, coerente con lo spirito dell’iniziativa.
L’evento rappresenterà così non solo un momento di presentazione formale, ma un vero rito di avvio: parole, relazioni e linguaggi artistici che tornano a intrecciarsi, restituendo centralità alla dimensione culturale e comunitaria.
Il percorso già tracciato: il secondo appuntamento
Nel corso della presentazione pubblica, il presidente Tommaso Ulivieri ha inoltre annunciato il secondo appuntamento promosso dal circolo: sabato 14 marzo, alle ore 21, sempre al Cantiere 26, con la proiezione del film-documentario “Il grande Gioco – Il rovescio delle medaglie olimpiche”, realizzato da Off Topic – Laboratorio Film Olimpico.
Il lavoro, firmato da Off Topic – Laboratorio Film Olimpico (69’, 2025, Italia), propone una lettura critica delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, raccontate come un evento capace di mobilitare ingenti risorse economiche, sociali e ambientali. Secondo la prospettiva degli autori – realizzata in collaborazione con il CIO (Comitato Insostenibili Olimpiadi) – il documentario intende interrogare il modello dei grandi eventi, mettendone in luce contraddizioni e impatti sui territori.
Il film si muove lungo una linea di analisi che supera la dimensione sportiva per affrontare questioni più ampie: l’uso delle risorse pubbliche, la sostenibilità ambientale, le ricadute sulle comunità locali. Una riflessione che si inserisce coerentemente nell’impostazione culturale del nuovo circolo, orientata a stimolare dibattito e confronto.
Linguaggio, responsabilità, comunità
Tra le adesioni che definiscono l’identità del circolo figura il Manifesto della comunicazione non ostile, richiamato dai presenti come riferimento etico e culturale. “Per interagire e comunicare con assertività ed empatia, utilizzando un linguaggio non ostile, inclusivo e egualitario” ha sottolineato Silvia Girelli. Un documento che pone al centro il peso delle parole e la responsabilità del discorso pubblico.
L’adesione alla campagna #SPLAI
Arci Altro Garda ha inoltre aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (#SPLAI), scelta che l’associazione motiva con un richiamo alla solidarietà attiva e al rifiuto di ogni forma di oppressione e discriminazione.
Tra memoria e futuro
La presentazione in piazza Costituzione ha avuto il sapore delle ripartenze autentiche: relazioni che tornano a intrecciarsi attorno a un progetto collettivo, con l’ambizione di restituire centralità alla dimensione culturale e civica del territorio. E, soprattutto, per costruire la Pace, “tornando a parlare di antibellicismo e disarmo, di disobbedienza civile e diserzione, di boicottaggio etico e resistenza non violenta, recuperando i grandi insegnamenti del passato” ha ribadito il presidente Ulivieri.
Arci Altro Garda riparte così, nel nome di Roberta Corradini, con uno sguardo rivolto al futuro.
(n.f.)