Articolo pubblicato il: 21/09/2026 alle 17:30
La Busa - Ampliamento ex Hotel Arco, Fucina Comune: “Possibili danni erariali”
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie, Politica

 

La bocciatura provinciale della Variante 17 sull’ex Hotel Arco riapre il confronto politico e Arco Fucina Comune alza il tiro sulla giunta Fiorio. Il gruppo chiede quale sia ora il progetto alternativo per l’area, solleva il tema delle risorse pubbliche impiegate negli anni e domanda che venga fatta chiarezza anche su eventuali profili di responsabilità amministrativo-contabile. Sullo sfondo, una domanda che Fucina ripete più volte: «Se questo non si fa, cosa fate?».
Per Arco Fucina Comune lo stop della Provincia non può chiudere semplicemente il capitolo della Variante 17.
Il gruppo ricorda che per anni si è lavorato a un progetto di riqualificazione dell’ex Hotel Arco, uno degli ingressi più delicati della città, immaginando opere pubbliche, verde, collegamenti e una nuova configurazione urbana. «Oggi tutto questo è tornato al punto di partenza», sostiene Fucina, che chiede alla nuova amministrazione di spiegare quale strada intenda percorrere.
La critica non riguarda soltanto il destino dell’area privata, ma anche il lavoro amministrativo e tecnico accumulato nel tempo. «Quanto è costata alla comunità l’attività amministrativa, tecnica e progettuale sostenuta negli anni per arrivare fin qui?», domanda il gruppo.

 

 

Il passaggio più delicato riguarda il possibile danno alle casse pubbliche. Fucina precisa di non voler stabilire autonomamente l’esistenza di un danno erariale, ma ritiene che la questione debba essere verificata dagli organi competenti. «Se risorse pubbliche, lavoro degli uffici e anni di attività amministrativa vengono vanificati senza che venga perseguita una soluzione alternativa, è legittimo chiedersi se possano emergere profili di responsabilità amministrativo-contabile». Da qui la richiesta che la Corte dei conti valuti l’eventuale sussistenza di danni e responsabilità.
Ma Fucina allarga il ragionamento ben oltre l’ex Hotel Arco.
Secondo il gruppo, la questione sarebbe parte di un metodo amministrativo caratterizzato dal «blocco o dal rallentamento» di interventi sui quali le precedenti amministrazioni avevano investito anni di lavoro.
Nella nota vengono richiamati anche l’ex Argentina, le opere pubbliche, la viabilità e altre riqualificazioni programmate.
Il gruppo mette poi in fila una serie di questioni che considera collegate alla visione complessiva della città: il parcheggio interrato in centro accantonato, la scelta di puntare sul multipiano di Caneve, l’accessibilità al centro, l’aumento delle limitazioni e delle Ztl, le richieste degli esercenti.
E ancora l’ex Hotel Arco, con un’area che Fucina descrive come ancora degradata proprio all’ingresso nord della città. «È questo il modello di città che avete in mente?», chiede il gruppo.
La contestazione diventa quindi soprattutto politica e riguarda la capacità dell’amministrazione di indicare un’alternativa. «Amministrare non significa soltanto dire no a ciò che è stato progettato prima. Significa avere un piano B, un piano C e soprattutto una visione». Da qui la richiesta di mettere sul tavolo elementi concreti: «Progetti. Tempi. Costi. Risorse».
E il messaggio finale torna ancora una volta alla domanda che attraversa l’intero intervento: se la Variante dell’ex Hotel Arco non verrà più portata avanti, quale sarà il futuro dell’area?
«Il futuro di Arco non può essere affidato all’inerzia – conclude Fucina Comune –. E quando l’inerzia produce costi, ritardi e opportunità perdute, è doveroso che qualcuno si assuma la responsabilità di spiegare quanto è costato tutto questo agli arcensi».

(n.f.)

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