
Negli ultimi anni l’andamento demografico dell’Alto Garda e Ledro sta mostrando segnali sempre più evidenti di squilibrio. I dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente raccontano una realtà in trasformazione, nella quale a crescere non sono più i comuni a maggiore vocazione turistica, bensì quelli periferici e meno esposti alla pressione del mercato immobiliare legato al turismo.
Nel triennio più recente, la crescita complessiva della popolazione residente dell’area è stata sostenuta quasi esclusivamente da Ledro, Dro, Tenno e Drena. Al contrario, Riva del Garda e Nago Torbole continuano a perdere residenti, mentre Arco registra una sostanziale stabilità, con un lieve segnale di recupero nell’ultimo anno.
I numeri: chi cresce e chi arretra
L’analisi dei dati mostra con chiarezza come il baricentro demografico dell’Alto Garda si stia progressivamente spostando. Ledro è il Comune che registra l’aumento più significativo, con 144 residenti in più in tre anni. Seguono Dro (+70), Tenno (+50) e Drena (+20). Arco rimane sostanzialmente stabile nel periodo considerato, mentre Riva del Garda perde 49 residenti e Nago Torbole chiude il triennio con un saldo negativo di 61 unità.
Si tratta di numeri che, presi singolarmente, possono apparire contenuti, ma che nel loro insieme delineano una tendenza strutturale e non più episodica.
Comuni turistici sotto pressione
I Comuni a più alta intensità turistica condividono criticità ormai note. L’aumento costante dei flussi turistici, se da un lato rappresenta un importante motore economico, dall’altro incide pesantemente sulla qualità della vita dei residenti. Traffico, carenza di parcheggi, trasformazione degli alloggi in strutture ricettive, aumento dei canoni di affitto e dei prezzi di vendita degli immobili rendono sempre più difficile vivere stabilmente nei centri più attrattivi dal punto di vista turistico.
Il risultato è una progressiva perdita di residenti, in particolare di famiglie e lavoratori, che scelgono di spostarsi verso comuni dove il costo della vita risulta più sostenibile.
Dove vivere costa meno
Ledro, Dro, Tenno e Drena si confermano territori più accessibili sul piano abitativo. In questi comuni è ancora possibile trovare alloggi in affitto a prezzi più contenuti, abitazioni acquistabili a costi inferiori rispetto ai centri principali e, più in generale, un migliore equilibrio tra redditi, servizi e costo della vita.
In soli tre anni, i comuni meno turistici hanno registrato complessivamente un incremento di oltre 280 residenti, compensando ampiamente il calo demografico dei centri più esposti alla pressione turistica.
Un tema che riguarda il futuro del territorio
Il calo dei residenti nei comuni turistici dell’Alto Garda non può più essere letto come un fenomeno temporaneo. I dati suggeriscono una trasformazione profonda del territorio, che pone interrogativi rilevanti sul futuro della residenzialità, dei servizi e della coesione sociale.
Per i Comuni ad alta densità turistica diventa sempre più urgente avviare una riflessione strutturata sulle politiche abitative, sulla gestione degli affitti e sull’equilibrio tra economia turistica e vita quotidiana. Senza interventi mirati, il rischio è quello di città sempre più vissute dai visitatori e sempre meno da chi le abita. (n.f.)