
Dopo anni di discussioni, ipotesi e progetti rimasti sulla carta, l’Alto Garda sembra pronto a cambiare strategia. La piscina comprensoriale tra Arco e Riva del Garda, immaginata per lungo tempo nell’area di Sant’Andrea come struttura baricentrica al servizio dell’intero territorio, potrebbe definitivamente lasciare spazio a una soluzione più concreta: potenziare la piscina “Enrico Meroni” di Riva del Garda, trasformandola in un vero impianto di riferimento per tutta la Comunità Alto Garda e Ledro.
È questo l’indirizzo emerso nei giorni scorsi durante la Conferenza dei sindaci della Comunità di Valle, riunione che ha visto seduti allo stesso tavolo i primi cittadini di Riva del Garda, Arco, Ledro, Dro, Nago-Torbole, Tenno e Drena, insieme al presidente della Comunità, Giuliano Marocchi.
L’ipotesi illustrata da Fabiano Chizzola, presidente di Alto Garda Parcheggi e Mobilità, società che gestisce l’impianto, insieme all’ingegner Bertè, prevede un investimento stimato in circa 5 milioni di euro. Il progetto contempla la realizzazione di una nuova vasca destinata ad attività ludiche, famiglie, scuole e corsi, oltre all’ampliamento dell’attuale piscina con due o tre corsie aggiuntive dedicate principalmente all’attività agonistica.
Una proposta che, almeno nelle intenzioni, raccoglie un consenso trasversale.
Il sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni, ha evidenziato come la piscina Meroni rappresenti già oggi un servizio utilizzato da tutto il comprensorio, pur essendo sostenuto economicamente quasi esclusivamente dal Comune di Riva. Da qui la richiesta di aprire una nuova fase di collaborazione tra tutte le amministrazioni dell’Alto Garda e Ledro, chiamate a condividere anche il peso economico di un eventuale ampliamento.
L’orientamento trova il favore anche della sindaca di Arco, Arianna Fiorio, che considera il potenziamento dell’esistente una scelta più sostenibile rispetto alla costruzione di una nuova struttura. Un’impostazione che, ha ricordato, era già contenuta nel programma elettorale della sua amministrazione: valorizzare ciò che esiste, evitando il rischio di nuove opere destinate a richiedere tempi lunghi e costi elevati.
Il progetto, che dovrà ora essere approfondito attraverso uno studio di fattibilità da presentare dopo l’estate, segnerebbe anche il definitivo tramonto di un’altra grande idea inseguita per anni: quella di un impianto polisportivo comprensoriale nell’area di Sant’Andrea, tra Arco e Riva del Garda.
Quell’ipotesi, discussa a più riprese nel corso degli anni come possibile risposta unitaria alle esigenze sportive dell’intero Alto Garda, non è mai riuscita a superare gli ostacoli legati ai costi, alla governance condivisa e alla complessità urbanistica. Oggi il territorio sembra invece orientato verso una strada diversa: investire sulle infrastrutture esistenti, rafforzandole attraverso una gestione sempre più comprensoriale.
La Conferenza dei sindaci tornerà ad affrontare il dossier all’inizio dell’autunno, quando saranno disponibili ulteriori valutazioni tecniche ed economiche. Se il percorso dovesse trovare conferma, la piscina Meroni potrebbe diventare il primo grande impianto sportivo realmente condiviso dall’intero Alto Garda e Ledro, archiviando definitivamente uno dei progetti più discussi degli ultimi anni.
(n.f.)