
Riscoprire un antico modo di amministrare il territorio per capire se può offrire indicazioni utili anche per il futuro. Nasce con questo obiettivo ad Arco “Radici Condivise – Domini collettivi, fra memoria e rinascita”, progetto dedicato alla conoscenza dei domini collettivi e al ruolo che queste forme di proprietà e gestione comunitaria possono ancora svolgere.
Per secoli le comunità hanno amministrato collettivamente boschi, pascoli, campi e altre risorse sviluppando regole, consuetudini e forme di responsabilità condivisa. Un patrimonio non soltanto economico, ma anche storico e culturale, del quale oggi si rischia di perdere parte della memoria.
Il progetto è promosso dal Comitato Salvaguardia Olivaia, da Italia Nostra – sezione Trentina e dall’associazione La Foresta, con il finanziamento della Fondazione Caritro e il patrocinio dell’Associazione provinciale delle ASUC.
“Radici Condivise” punta quindi a riportare l’attenzione su questo sistema antico di rapporto con il territorio, non con l’intenzione di riproporre modelli del passato, ma per comprenderne l’evoluzione e valutare quanto possano ancora essere attuali alcuni principi: gestione responsabile delle risorse, condivisione delle decisioni e attenzione agli interessi della comunità.
Il programma unirà informazione, ricerca e partecipazione. Sono previsti incontri con esperti, momenti pubblici ed eventi all’aperto, alcuni dei quali organizzati direttamente su terreni a dominio collettivo. L’obiettivo è permettere ai cittadini di conoscere da vicino queste realtà e comprenderne origine, funzionamento e valore.
Un ruolo importante sarà affidato alla ricerca storica. A breve prenderà il via uno studio sulle proprietà collettive dell’Alto Garda, condotto dalla ricercatrice Emma Traina, che cercherà di ricostruire la storia locale, le consuetudini e le diverse forme di gestione attraverso le quali, nel corso del tempo, le comunità hanno regolato il proprio rapporto con il territorio.
Particolare attenzione sarà riservata anche all’esperienza del Comune di Arco e alla possibilità di rafforzare il confronto tra cittadini, istituzioni e associazioni nelle decisioni riguardanti la proprietà collettiva.
Il tema assume una particolare attualità in un periodo nel quale la gestione del territorio deve confrontarsi con questioni come il consumo del suolo, i cambiamenti climatici e la necessità di trovare un equilibrio tra interessi differenti. Boschi, prati e terreni collettivi possono infatti essere letti non soltanto come risorse economiche, ma come testimonianza di un rapporto tra comunità e ambiente costruito nel corso delle generazioni.