Articolo pubblicato il: 16/05/2026 alle 18:00
La Busa - A Riva autorizzati i trilocali da 42 metri quadri: scoppia la polemica
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Economia, Notizie

 

Ventuno anni dopo l’ultimo aggiornamento, Riva del Garda cambia le regole del costruire. Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento edilizio con i voti della maggioranza guidata dal sindaco Alessio Zanoni e il voto contrario delle opposizioni. Al centro del dibattito finiscono subito le nuove superfici minime degli alloggi, la maggiore flessibilità nella distribuzione interna delle case e le accuse di favorire appartamenti sempre più piccoli e più appetibili per il mercato turistico.
Il nuovo regolamento, aggiornato rispetto al testo del 2005 e adeguato alla legge provinciale 15/2015, introduce diverse novità urbanistiche e ambientali. In centro storico la superficie minima degli alloggi scende da 45 a 42 metri quadrati, mentre nel resto della città resta fissata a 45 metri quadrati.

 

 

Ma la vera svolta riguarda soprattutto gli spazi interni. Sparisce infatti l’obbligo della camera matrimoniale da 14 metri quadrati: il nuovo testo prevede semplicemente che almeno un locale dell’appartamento raggiunga quella dimensione. Tradotto: più libertà nella progettazione degli ambienti, con cucine integrate ai soggiorni e distribuzioni più flessibili.
Per l’assessora all’urbanistica Livia Ferrario si tratta di un regolamento pensato per adattarsi ai cambiamenti del presente, con particolare attenzione a sostenibilità, qualità urbana e recupero del patrimonio edilizio esistente.
Tra le altre novità compaiono infatti:
– obbligo di tetti verdi nelle nuove costruzioni e nelle demolizioni con ricostruzione;
– nuovi standard per aree comuni, verde condominiale e spazi condivisi;
– stop a pergolati e pergotende sulle coperture degli edifici;
– nuove figure tecniche nella commissione edilizia, come geologo, agronomo forestale ed esperto giuridico.
Ma il confronto politico si è acceso soprattutto sul tema della qualità abitativa.
La consigliera di Voce Comune Elisabetta Aldrighetti, intervenendo con una nota inviata alla redazione de La Busa online, contesta duramente la riduzione delle superfici minime interne agli appartamenti.
«Facciamo un esempio pratico», spiega Aldrighetti. «Un bilocale di 42 metri quadrati può avere oggi un prezzo ancora relativamente accessibile per una giovane coppia. Con le nuove regole, gli stessi 42 metri quadrati potranno diventare dei trilocali. L’appartamento non diventa più grande, ma sulla carta avrà una stanza in più».
Secondo la consigliera, questo rischia di produrre un effetto diretto sul mercato immobiliare: «Un trilocale vale di più di un bilocale, anche se ha la stessa superficie. Tradotto in soldoni: stessi metri quadri, ma più valore commerciale per chi vende e per chi affitta ai turisti».
Voce Comune contesta anche un’altra modifica contenuta nel nuovo regolamento: l’eliminazione dell’obbligo della finestra nel bagno principale degli appartamenti di nuova costruzione sopra gli 80 metri quadrati. In futuro anche il servizio igienico principale potrà essere privo di finestra naturale e dotato soltanto di aerazione meccanica.
Una scelta che, secondo Aldrighetti, «lascia perplessi», soprattutto in un regolamento che richiama i principi della sostenibilità e della qualità dell’abitare.
Critiche sono arrivate anche dal mondo tecnico. Geometri, architetti e ingegneri avevano presentato osservazioni durante l’iter di approvazione, evidenziando dubbi sulla riduzione degli standard abitativi e sul rischio di un progressivo abbassamento della qualità degli alloggi.
La maggioranza, però, difende la riforma. Il sindaco Zanoni ha respinto le accuse di voler favorire il turismo, ribadendo che l’obiettivo è mantenere equilibrio tra recupero edilizio, sostenibilità e vivibilità urbana.

(n.f.)

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