Articolo pubblicato il: 24/09/2026 alle 19:00
La Busa - 120 anni Rifugio “Marchetti” sullo Stivo, a causa della bandiera palestinese salta la festa
Posted By Redazione
Categoria: Cronaca, Cultura, Notizie, Politica

 

Doveva essere una giornata di festa a duemila metri con il coro, la benedizione del parroco, gli ex presidenti della Sat di Arco e perfino un piatto speciale preparato per l’occasione. Invece, almeno per ora, sullo Stivo non si festeggeranno i 120 anni del rifugio “Prospero Marchetti”. Il direttivo della sezione arcense della Società degli Alpinisti Tridentini ha deciso di annullare la manifestazione prevista per il 18 ottobre, dopo le polemiche scoppiate nelle scorse settimane attorno alla bandiera palestinese esposta dal gestore Alberto Bighellini. Una decisione che ha scatenato polemiche, anche perché si tratta di un compleanno importante per uno dei simboli della montagna arcense.
Il rifugio Marchetti venne inaugurato il 7 ottobre 1906. I 110 anni non erano stati celebrati a causa dei lavori allora in corso e per questo l’appuntamento del 2026 avrebbe assunto un significato ancora maggiore.
Tutto sospeso. A spiegare la scelta è il presidente della Sat di Arco Tiziano Morandi: dopo quanto accaduto nelle ultime settimane, il direttivo non vuole che una festa dedicata al rifugio si trasformi in occasione per nuove contestazioni o venga associata ad altre iniziative. La sezione sta comunque pensando a un momento celebrativo da organizzare ad Arco nei giorni dell’anniversario, mentre per una nuova festa in quota si potrebbe attendere il 125°.

 

 

La bandiera che ha acceso il caso
La vicenda nasce dalla bandiera palestinese che da oltre un anno sventola al rifugio Marchetti.
A metà agosto la SAT centrale aveva inviato al gestore Alberto Bighellini una comunicazione formale chiedendone la rimozione. Il presidente SAT Cristian Ferrari aveva precisato che la richiesta non entrava nel merito delle convinzioni personali del gestore o del significato politico del vessillo, ma richiamava la necessità di regole comuni per l’esposizione di simboli nelle strutture dell’associazione.
Bighellini aveva però deciso di mantenerla esposta, spiegando di considerarla un gesto di solidarietà verso la popolazione palestinese e sostenendo che tale scelta fosse compatibile con i valori solidaristici della SAT. Il confronto aveva prodotto prese di posizione molto diverse: alcune associazioni e diversi esponenti del mondo satino avevano sostenuto il gestore, mentre altre voci avevano appoggiato la richiesta di rimozione avanzata dalla società.
La polemica era poi uscita dai confini della montagna, arrivando anche nel dibattito politico e istituzionale locale.

«La storia del Marchetti viene prima»
Ora quella vicenda finisce per incidere anche sul compleanno del rifugio. A sollevare pubblicamente il problema, intervenendo sulla stampa locale, è stato Gilberto Galvagni, storico uomo SAT arcense, che invita sezione e gestore a recuperare il dialogo. A suo giudizio ciò che più dispiace è vedere una ricorrenza così importante sacrificata proprio nel momento in cui sarebbe necessario riportare serenità attorno al rifugio. Deluso anche Bighellini, al quale l’annullamento era stato comunicato nei giorni scorsi. Il gestore auspica ancora un ripensamento: al Marchetti, ricorda, continuano a salire persone con opinioni differenti sulla bandiera e tutte vengono accolte allo stesso modo. «La storia del Marchetti è più importante di ogni polemica», è il senso della sua posizione.
Una storia lunga 120 anni che, proprio nell’autunno del suo anniversario, rischia dunque di essere ricordata più per una festa cancellata che per quella giornata del 7 ottobre 1906 in cui il rifugio iniziò il suo cammino sullo Stivo.
(n.f.)

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