Articolo pubblicato il: 07/10/2026 alle 19:30
La Busa - 120 anni del “Marchetti”, tre generazioni di “Piuma” Calzà sullo Stivo
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Cultura, Notizie, Tradizioni

Missione compiuta. Tre generazioni della famiglia Calzà “Piuma” hanno raggiunto il  7 ottobre 2026 il rifugio Prospero Marchetti sul Monte Stivo per augurargli buon compleanno nel giorno esatto dei suoi 120 anni. Bruno “Piuma” Calzà è salito insieme al figlio Simone e al piccolo Michelangelo, che ha messo piede sullo Stivo per la prima volta. Sopra la porta del rifugio è stata collocata la targa preparata per ricordare tutti coloro che, nel corso di oltre un secolo, hanno contribuito a costruire, custodire e far vivere uno dei simboli più amati della montagna arcense.

 

 

 

È un’immagine semplice, ma capace di raccontare molto più di una ricorrenza: un nonno, un figlio e un nipote insieme davanti a un rifugio che da 120 anni guarda Arco dall’alto.
E proprio dal Marchetti sono arrivate a La Busa online le parole di Bruno Piuma Calzà: «Missione compiuta: tre generazioni di Calzà Piuma raggiungono il rifugio Marchetti per augurare buon compleanno per i suoi 120 anni. Nell’occasione è stata collocata una targa sopra la porta del rifugio che ricorda tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo straordinario traguardo». Poi una nota che sa già di memoria futura: «Prima volta sullo Stivo per il giovane Michelangelo: lo racconterà ai posteri».
Ed è forse proprio questa la frase che racchiude meglio il senso della giornata. Perché Bruno “Piuma” Calzà, storico socio della SAT di Arco, già presidente della sezione dal 2002 al 2010 e protagonista per decenni della vita del rifugio, non ha voluto soltanto celebrare una data. Ha voluto consegnare una storia.

Dal 1906, una storia profondamente arcense
Il rifugio Prospero Marchetti venne inaugurato il 7 ottobre 1906 al termine di un percorso fortemente voluto dalla società arcense dell’epoca. Nel racconto di Piuma quella costruzione nacque anche dalla volontà di «difendere la lingua madre e l’italianità del Trentino dalle mire pangermanistiche», in un periodo nel quale identità, cultura e montagna si intrecciavano profondamente.
Il rifugio venne dedicato a Prospero Marchetti, arcense, fondatore e primo presidente della Società Alpina del Trentino.
Poi arrivarono le guerre, le distruzioni e le ricostruzioni. Durante la Prima guerra mondiale il Marchetti subì pesanti danni. Nel 1922 la SAT centrale decise di ricostruirlo e affidò la custodia alla guida alpina Angelo Conti di Bolognano, primo gestore del rifugio. Anche la Seconda guerra mondiale lasciò il segno. Piuma lo racconta con una frase asciutta e potentissima: «Ciò che non fecero i proiettili lo fecero i saccheggi». Nel 1949, con poche risorse a disposizione, partì una sottoscrizione popolare rivolta a «tutti coloro che sono amici delle montagne». Cinque anni dopo, il 25 luglio 1954, il rifugio tornò alla sezione, con la gestione affidata a Camilla Finotti.

Dagli Orsi dello Stivo alle chiavi consegnate da Piuma
Negli anni successivi il Marchetti è cresciuto grazie anche a una lunga catena di volontariato, con gli “Orsi dello Stivo” e tanti soci impegnati nella custodia e nella manutenzione.
Nel 1989 arrivò Ivano Moser, mentre il primo giugno 1991 fu proprio Bruno Piuma Calzà a consegnare le chiavi al «mitico gestore Roberto Leonardi», rimasto al rifugio fino al 2009.
Poi Paolo Calzà, Matteo Calzà e, dal 2014, il passaggio della gestione alla SAT centrale, che ha completamente rinnovato gli interni mantenendo all’esterno la storica fisionomia del rifugio.

Una cartolina d’affetto lunga 120 anni
Negli ultimi tempi il Marchetti è finito al centro dell’attenzione anche per vicende che hanno acceso il dibattito pubblico. Ma oggi, nel giorno del suo compleanno, Piuma ha scelto un’altra strada: quella della memoria. La targa collocata sopra la porta mette insieme passato e presente e porta una dedica precisa: «7 ottobre 1906 – 7 ottobre 2026. 120 anni di magnifica storia di montagna. Buon compleanno rifugio».
E poi il ringraziamento: «Un grazie alla SAT centrale, ai Presidenti e ai direttivi della SAT di Arco, ai gestori/custodi e a chi ha donato il terreno. Ma il ringraziamento più grande va a coloro che con il loro lavoro volontario e disinteressato hanno contribuito nei secoli a far diventare il rifugio Prospero Marchetti sul monte Stivo quello che appare».
In fondo, tre firme: Bruno, Simone e Michelangelo (Piuma). Nonno, figlio e nipote. Chi custodisce la memoria, chi l’ha ricevuta e chi, forse davvero, un giorno la racconterà ai posteri.
E sopra tutto, ancora quella parola scelta da Piuma senior: Excelsior.

Nicola Filippi

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Data e ora di stampa: 07/10/2026 21:06
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