
Non basta più “mitigare”. Dopo anni di trasformazioni urbanistiche, per Riva del Garda serve una scelta più netta sul futuro della città e sul consumo di territorio. È questa, in sintesi, la posizione espressa da Voce Comune attraverso la portavoce Elisabetta Aldrighetti, dopo il confronto in Consiglio comunale del 30 settembre sugli obiettivi preliminari del percorso di variante al Piano regolatore generale.
Il gruppo riconosce che alcuni indirizzi indicati dall’Amministrazione Zanoni – dalla sostenibilità alla politica della casa, fino allo sviluppo del verde – affrontano temi considerati condivisibili. Ma proprio sul nodo più delicato, quello delle trasformazioni delle zone residenziali, Voce Comune chiede un cambio di passo.
Nel mirino finiscono formulazioni come “riduzione e mitigazione della pressione degli insediamenti” e “riduzione dell’incidenza degli interventi edificatori”, giudicate troppo generiche rispetto a ciò che, secondo il movimento, è accaduto a Riva negli ultimi ventiquattro anni. «Abbiamo visto scomparire piccoli edifici e abbiamo visto al loro posto condomini enormi, con un impatto devastante sul nostro territorio», sostiene Voce Comune. Una valutazione politica netta, che porta il gruppo a chiedere non soltanto correttivi, ma un vero spartiacque rispetto alla fase urbanistica precedente.
«Decidere quale città vogliamo»
Il ragionamento di Aldrighetti parte proprio da qui: dalla necessità di utilizzare la nuova variante non come semplice strumento tecnico, ma come occasione per definire una visione di lungo periodo. «Dopo tutto quello che è stato costruito negli ultimi ventiquattro anni – afferma Voce Comune – Riva non ha bisogno semplicemente di mitigare gli effetti dell’edificazione passata. Riva ha bisogno che arrivi il momento di dire basta».
Una posizione che si inserisce in un contesto urbanistico complesso: il PRG vigente è entrato in vigore nel 2002 ed è stato successivamente modificato e aggiornato attraverso numerose varianti. Per Voce Comune, dunque, gli obiettivi preliminari avrebbero dovuto contenere già ora un indirizzo più esplicito contro quello che il gruppo definisce aumento sproporzionato dei volumi edilizi e ulteriore consumo del territorio.
Il nodo del confronto politico
C’è poi un secondo fronte, quello del metodo. Aldrighetti contesta che gli obiettivi siano arrivati al voto già sostanzialmente definiti, nonostante gli appelli dell’Amministrazione alla collaborazione con le minoranze. «Auspichiamo che per la costruzione della nuova variante ci sia un vero coinvolgimento, non solo a parole», afferma il movimento.
Voce Comune annuncia quindi che porterà proprie proposte e chiederà un confronto puntuale sulle future norme.
Il messaggio politico, però, è già fissato: la variante dovrà scegliere quale Riva costruire nei prossimi decenni.
E per il gruppo di Aldrighetti la direzione dovrebbe essere chiara: dopo una lunga stagione di trasformazioni urbanistiche, sul consumo di suolo e sull’incremento dei volumi edilizi è arrivato il momento di segnare una cesura. Non soltanto rallentare, dunque, ma ripensare il rapporto fra edificazione, qualità urbana e territorio.
(nf)