
A volte per lasciare un segno non servono grandi opere. Bastano un pennello, qualche attrezzo, un po’ di buona volontà e soprattutto la consapevolezza che prendersi cura del luogo in cui si vive significa sentirlo un po’ più proprio. A Tenno si chiude con questo spirito l’edizione estiva 2026 di “Ci sto? Affare Fatica!”, il progetto che ha chiamato i ragazzi a rimboccarsi le maniche trasformando alcune giornate di vacanza in un’esperienza di lavoro, amicizia e cittadinanza attiva.
Con la conclusione della seconda settimana arriva anche il bilancio dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuliano Marocchi. Un bilancio che non si misura soltanto attraverso gli interventi realizzati negli spazi pubblici, ma soprattutto nel valore educativo dell’esperienza. «I nostri giovani hanno dimostrato ancora una volta cosa significa prendersi cura della propria comunità con energia, entusiasmo e senso di responsabilità», sottolinea il Comune. «Vedere i ragazzi collaborare per abbellire e valorizzare gli spazi pubblici del territorio ci ricorda l’immenso valore di questa iniziativa».
La fatica diventa scuola di comunità
Dietro ai lavori ci sono infatti relazioni, collaborazione e quel passaggio di conoscenze tra generazioni che difficilmente si impara sui libri.
Fondamentale è stato il ruolo dei tutor, presenza quotidiana e punto di riferimento delle squadre, e degli handymen, gli adulti che hanno messo esperienza, tempo e pazienza a disposizione dei più giovani, accompagnandoli nelle attività e insegnando sul campo il significato del lavoro di squadra e della cura dei beni comuni.
Un meccanismo semplice, ma capace di trasformare la “fatica” evocata dal nome del progetto in qualcosa di concreto: sentirsi utili alla propria comunità.
Lo hanno colto anche le famiglie. Tra i commenti all’iniziativa c’è chi la definisce un’opportunità preziosa per ragazzi ancora troppo giovani per entrare nel mondo del lavoro: «Relazioni, divertimento, attività manuali, senso di utilità». E chi saluta semplicemente una «bellissima esperienza per i nostri ragazzi».
Il “buono fatica” torna sul territorio
Alla conclusione del percorso i partecipanti hanno ricevuto anche il loro “buono fatica”, riconoscimento per l’impegno dimostrato. Un premio che chiude idealmente il cerchio perché viene utilizzato nelle attività economiche locali, facendo ricadere sul territorio anche il valore dell’esperienza.
Ma il risultato più importante non si mette nel portafoglio. Rimane nei ragazzi, negli adulti che li hanno accompagnati e negli spazi restituiti alla comunità.
«Un’esperienza che lascia il segno, unisce le generazioni e rende il nostro territorio un posto migliore», conclude il Comune.
E forse è proprio questa la lezione più bella dell’estate tennese: la fatica, quando è condivisa, pesa meno. E qualche volta fa persino crescere un paese intero. (n.f.)