
Nel pomeriggio di sabato 18 aprile sulla pista di Oltra a Dro è andata in scena la prima tappa del Tour de pance 2026, un prologo a cronometro che, sulla carta, sembrava poco più di una formalità. Un giro secco di pista: breve, rapido, quasi innocente. In realtà, un’autentica trappola per polmoni e dignità.
Il circuito, gentilmente concesso dalla ciclistica di Dro, si è trasformato in un’arena dove ogni concorrente ha dovuto affrontare un’apnea degna di ben altri contesti sportivi. Il risultato? Una produzione di acido lattico che ha fatto rimpiangere a molti anche le salite più cattive del Trentino.
Ma il vero colpo di scena è arrivato dopo il traguardo. Niente classifica tradizionale: troppo semplice. Gli organizzatori hanno deciso di affidarsi alla sorte, accoppiando per sorteggio metà dei migliori tempi con metà dei meno brillanti. Una sorta di “giustizia poetica” in salsa ciclistica, dove il cronometro incontra la lotteria.
Ne è uscita una classifica sorprendente con distacchi ridotti all’osso, appena un secondo tra le coppie sul podio. A spuntarla sono stati “Stefan” Baumberger e “Due anche nove”, alias Rudy Torboli, che ora condividono la maglia gialla di leader. Una vittoria costruita sì sulle gambe, ma anche su una certa confidenza con la buona sorte.
Non tutti, però, possono dire lo stesso. Alcuni big sono finiti vittime di accoppiamenti poco felici, trascinati verso il basso da compagni meno performanti. Al contrario, qualcuno ha ringraziato il cielo per aver trovato un partner capace di alzare, letteralmente, la media.
Capitolo a parte per “Porcacar” Benini, ormai presenza fissa nella rubrica “sfortuna cronica”. Dotato di forza e agilità, continua a inseguire un titolo che sembra sempre a portata di mano, ma sistematicamente negato dalla dea bendata. E si sa: al Tour de pance, oltre alle gambe, serve anche una certa amicizia con il destino.
Tra le donne si è messa in luce “Me fiola”, mentre tra i più giovani si intravedono già i futuri dominatori: ragazzini pronti, prima o poi, a spodestare i propri padri dal piedistallo, magari senza troppi complimenti.
Assenza pesante quella del plurivincitore “Walter ex ombroso”, che pare aver scelto di concedere una tregua agli avversari. Ma attenzione: dalla prossima tappa, la classica del lago di Tenno, il suo ritorno potrebbe essere tutt’altro che discreto.
E proprio da Tenno scatteranno anche i famigerati “dazi”, penalità pensate per frenare i più forti. Perché, in fondo, in questo Tour de pance — dove già il caso gioca un ruolo decisivo — livellare le forze sembra essere diventato lo sport nello sport.
Insomma, la corsa è appena iniziata, ma una cosa è già chiara: qui non basta pedalare forte. Serve resistenza, ironia… e una buona dose di fortuna.


