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I dati sulla variazione della popolazione residente nell’Alto Garda e Ledro confermano una tendenza ormai evidente: i comuni a più alta vocazione turistica faticano a trattenere residenti, mentre crescono quelli meno esposti alla pressione del turismo. Un quadro che, nel caso di Nago-Torbole, assume contorni particolarmente preoccupanti.
Nel triennio più recente, infatti, Nago-Torbole risulta il Comune con la perdita più consistente di residenti tra quelli turistici dell’area, chiudendo con un saldo negativo di 61 unità. Un dato che colloca il Comune in “maglia nera” e che ha spinto il gruppo di minoranza consiliare “Rinascita e Sviluppo Nago-Torbole” a intervenire pubblicamente.
I numeri e il contesto territoriale
L’analisi dei dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente mostra un netto spostamento della crescita demografica verso i comuni periferici. Ledro guida l’incremento con +144 residenti in tre anni, seguita da Dro (+70), Tenno (+50) e Drena (+20). Arco rimane sostanzialmente stabile, mentre Riva del Garda perde 49 residenti.
Nago-Torbole, invece, registra il dato peggiore tra i centri turistici, confermando una difficoltà strutturale che va oltre la semplice oscillazione annuale.
L’intervento della minoranza: «Non è un numero astratto»
«I dati parlano chiaro: Nago-Torbole è la maglia nera per la perdita di residenti tra i Comuni turistici del territorio». Così il gruppo “Rinascita e Sviluppo Nago-Torbole” – formato da Giovanni “Johnny” Perugini, Adriano Vivaldi, Giovanni “Beppe” Di Lucia e Donatella Mazzoldi – commenta i numeri pubblicati dalla stampa, definendoli un segnale che «non può essere ignorato».
Secondo la minoranza, lo spopolamento non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di criticità già emerse negli ultimi anni. «Questo trend negativo – sottolineano – si aggiunge ai risultati insufficienti sulla raccolta differenziata, che vedono Nago-Torbole fanalino di coda nell’Alto Garda».
Spopolamento e qualità della vita
Nel loro intervento, i consiglieri di minoranza pongono l’accento sul significato concreto dei numeri: «Lo spopolamento non è un dato astratto: significa meno famiglie, meno giovani, meno comunità». Una lettura che richiama il tema dell’equilibrio tra sviluppo turistico, qualità della vita e residenzialità.
Secondo Rinascita e Sviluppo, la perdita di residenti è il sintomo di un modello che fatica a garantire condizioni sostenibili per chi vive stabilmente sul territorio, soprattutto in termini di accesso alla casa e ai servizi.
La richiesta di un cambio di rotta
«Come minoranza riteniamo che questi dati impongano una riflessione politica seria e urgente», afferma il gruppo, chiedendo politiche abitative più accessibili, servizi pensati per i residenti e «scelte coraggiose per rendere Nago-Torbole un Comune in cui vivere, non solo soggiornare».
Il messaggio è chiaro: ignorare oggi questi segnali, avvertono i consiglieri, «significa pagarne il prezzo domani». Per questo, assicurano, continueranno a chiedere risposte e cambi di rotta concreti all’amministrazione comunale.
Una questione che riguarda tutto l’Alto Garda
Il caso di Nago-Torbole si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge l’intero Alto Garda. Il progressivo spostamento dei residenti verso i comuni meno turistici pone interrogativi rilevanti sul futuro dei centri principali, sempre più attrattivi per i visitatori ma sempre meno abitati.
Un tema che chiama in causa le politiche locali su casa, affitti e gestione del turismo, e che rende sempre più urgente un confronto pubblico sul modello di sviluppo del territorio. (n.f.)