Articolo pubblicato il: 29/08/2026 alle 12:00
La Busa - Skinhead verso Pietramurata di Dro: chi sono, le passate edizioni
Posted By Redazione
Categoria: Attualità, Notizie, Politica

 

Pietramurata di Dro potrebbe diventare per quattro giorni il punto di ritrovo di centinaia di skinhead ed esponenti dell’estrema destra radicale provenienti dall’Italia e da altri Paesi europei?

Dal 3 al 6 settembre è infatti in programma “Ritorno a Camelot”, raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, e tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore indicano come possibile sede l’Hotel Ciclamino di Pietramurata, sulla collina a fianco della pista di motocross.
Una conferma ufficiale da parte degli organizzatori ancora non c’è, ma gli indizi sono ormai numerosi. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano “Il T”, proprio in quei quattro giorni l’Hotel Ciclamino ospiterà un grande evento musicale organizzato da un’associazione culturale. Il titolare Fabrizio Chistè ha spiegato al giornale che l’area eventi è stata concessa agli organizzatori e che le 25 camere della struttura sono state prenotate. L’albergo garantirà inoltre bar e ristorazione. Il gestore ha precisato a “Il T” di conoscere l’iniziativa come un festival musicale e di non essere stato informato di una sua connotazione politica. Ha inoltre sostenuto che, per quanto gli risulta, la documentazione necessaria sarebbe in regola.
Sul caso si sono intanto accesi i riflettori delle istituzioni. La sindaca di Dro Ginetta Santoni ha partecipato, presso il Commissariato del Governo, al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il comunicato diffuso al termine dell’incontro dice: «L’eventuale adozione di misure interdittive si basa su precisi presupposti giuridici e di sicurezza che sono attualmente in corso di attenta e rigorosa valutazione da parte degli organi competenti. Relativamente all’evento in questione si precisa che la proprietà privata non costituisce una zona franca sottratta al rispetto delle leggi dello Stato. Qualora vengano rilevate violazioni delle norme di pubblica sicurezza, della normativa in materia di pubblici spettacoli, la commissione di specifici reati o emergano rischi concreti per l’ordine pubblico l’Autorità adotterà tempestivamente i provvedimenti prescritti dalla legge di concerto con la Provincia e le amministrazioni interessate».

 

 

Chi sono i “Veneto Fronte Skinheads”
Il Veneto Fronte Skinheads è una realtà ben sconosciuta alle istituzioni italiane. La sua storia attraversa oltre trent’anni dell’estrema destra radicale italiana e il movimento compare in documenti ufficiali del Ministero dell’Interno, della Polizia di Stato e del Parlamento.
Nato negli anni Ottanta e successivamente costituitosi come associazione culturale, il VFS viene inserito dallo stesso Ministero nel quadro delle realtà skinhead attive soprattutto nel Nord Italia.
Il movimento è stato inoltre protagonista negli anni di numerose iniziative politiche. Nel 2015 il suo nome compare negli atti parlamentari in relazione ad azioni contro Caritas, sedi del Partito Democratico e organizzazioni impegnate nell’accoglienza dei migranti in diverse città del Nord Italia.
Ancora più noto quanto avvenne il 28 novembre 2017 a Como. Una quindicina di militanti del Veneto Fronte Skinheads entrò durante una riunione dell’associazione “Como Senza Frontiere”, impegnata sul tema dell’accoglienza, e lesse un comunicato contro le politiche migratorie. L’episodio è documentato dalla stessa Polizia di Stato: le successive indagini della Digos portarono all’identificazione di 13 persone.

 

 

I precedenti di “Ritorno a Camelot”
Quello che potrebbe arrivare a Pietramurata non è quindi un semplice appuntamento musicale. “Ritorno a Camelot” è un raduno periodico nel quale concerti, incontri e momenti politici richiamano militanti della galassia skinhead ed esponenti dell’estrema destra radicale anche da altri Paesi europei.
Una delle edizioni che fece maggiormente discutere fu quella organizzata nel settembre 2016 a Revine Lago, in provincia di Treviso. Per quattro giorni arrivarono centinaia di partecipanti e si svolsero concerti legati alla scena RAC, acronimo di “Rock Against Communism”. A fare il giro d’Italia fu soprattutto una fotografia realizzata durante il raduno: mostrava tredici bambini con il braccio destro alzato. Un’immagine che provocò fortissime polemiche e finì anche all’attenzione delle forze dell’ordine.
Nel 2022 “Ritorno a Camelot” tornò nuovamente con quattro giornate di concerti, politica e incontri internazionali.
Un altro appuntamento organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, anche se non direttamente legato a “Ritorno a Camelot”, fece discutere il 20 aprile 2019 a Cerea, nel Veronese. Secondo quanto riportato successivamente negli atti della Camera dei deputati, al concerto parteciparono circa mille persone provenienti da diverse parti d’Europa. La data coincideva con l’anniversario della nascita di Adolf Hitler e la manifestazione provocò interrogazioni parlamentari e proteste politiche.

Attenzione sul Basso Sarca
È questo passato a spiegare perché la possibile scelta di Pietramurata non venga considerata dalle autorità come quella di un normale festival musicale. Quattro giorni di appuntamenti, partecipanti attesi anche dall’estero e la possibilità che vengano organizzate proteste o contromanifestazioni pongono inevitabilmente questioni di ordine pubblico che vanno ben oltre i confini della proprietà nella quale dovrebbe svolgersi il raduno.
La coincidenza temporale è inoltre particolarmente delicata: il 5 settembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in Trentino per le celebrazioni degli 80 anni dell’Autonomia.
Da qui gli appelli politici e delle associazioni che chiedono di impedire lo svolgimento del raduno e, dall’altra parte, la necessità per le istituzioni di muoversi esclusivamente sulla base delle norme e delle concrete valutazioni di sicurezza.

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