
Ci sono persone che, anche a distanza di decenni, continuano a vivere nella memoria collettiva di una comunità. Persone che hanno lasciato un segno silenzioso ma profondissimo. Ad Arco il nome del professor Tullio Malfer appartiene senza dubbio a questa categoria.
Storico preside delle scuole medie di Prabi, uomo di altissima cultura, sempre elegante nei modi e nel linguaggio, sorriso gentile e autorevolezza naturale, Malfer rappresenta ancora oggi il volto di una scuola capace di educare prima ancora che insegnare.
Ora la città si avvia a rendergli un omaggio destinato a restare nel tempo: l’intitolazione dell’aula magna della Scuola secondaria di primo grado Nicolò d’Arco, le scuole medie di Prabi.
A raccontare a La Busa online il percorso amministrativo è la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Arco, la dottoressa Paola Maroni, arrivata in città circa un anno fa ma già profondamente coinvolta in questa vicenda dal forte valore simbolico.
“Il Comune, attraverso l’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, il 12 febbraio 2026 ci aveva scritto spiegando che la commissione comunale toponomastica aveva dato parere favorevole all’unanimità alla proposta di intitolare al professor Tullio Malfer l’aula magna delle scuole medie”, spiega la dirigente.
Da lì l’avvio dell’iter ufficiale. “Io avevo portato la richiesta in collegio il 23 febbraio, con parere positivo, poi avevo anche fatto un passaggio nel consiglio d’istituto il 24 febbraio, accolto favorevolmente”.
Passaggi tecnici, certo, ma dietro ai documenti e alle delibere si percepisce qualcosa di più profondo: il desiderio di custodire la memoria di un educatore che ha accompagnato intere generazioni di archesi.
Maroni ricostruisce anche i successivi step amministrativi: “L’iter prevede che l’Istituto trasmetta tutta la documentazione al Servizio Istruzione della Provincia. Il Dipartimento Istruzione e Cultura ha raccolto tutta l’istruttoria e adesso ha trasmesso gli atti al Commissariato del Governo che si deve esprimere nel merito”.
Una procedura che affonda le radici addirittura in una legge del 23 giugno 1927, la numero 1188, firmata dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III e poi ribadita da una circolare ministeriale del 1980.
“Attualmente stiamo ancora attendendo gli sviluppi, ma secondo me non manca molto alla risposta”, racconta la dirigente scolastica.
E c’è un altro passaggio significativo nelle sue parole: “È la prima volta che vedo qualcosa di scritto sulla mia scrivania. In passato se n’era parlato molto, ma solo con l’attuale Amministrazione e con l’assessore Floriani è arrivata la richiesta formale”.
Parlare di Tullio Malfer significa inevitabilmente parlare anche di un’altra scuola. Un’altra epoca. Quella raccontata splendidamente dal giornalista Vittorio Colombo nel suo amarcord dedicato allo storico preside.
Classe 1922, laureato in filosofia, Malfer trasformava le lezioni in piccoli spettacoli culturali. Quando recitava l’Iliade davanti ai ragazzi sembrava quasi trasfigurarsi. “Cantami, o diva, del Pelide Achille…” declamava immedesimandosi negli eroi di Omero, mentre gli studenti ascoltavano incantati.
Prima professore e poi storico preside fino al 1984, Malfer credeva profondamente nella dignità della scuola, nella cultura del lavoro e soprattutto nei giovani.
Per questo l’intitolazione dell’aula magna di Prabi non appare soltanto come un gesto simbolico. È il riconoscimento a una figura che ha contribuito a formare cittadini, coscienze e generazioni intere dell’Alto Garda. Un maestro d’altri tempi, capace ancora oggi di parlare al presente e al futuro della scuola.
Nicola Filippi