
A pochi giorni dall’avvio della nuova regolamentazione della circolazione a San Tomaso, il dibattito attorno alle modifiche viabilistiche continua ad animare il confronto pubblico. Il provvedimento, deciso dall’Amministrazione comunale per ridurre il traffico di attraversamento e migliorare la sicurezza e la vivibilità del centro storico della frazione, ha suscitato reazioni contrastanti e dato origine anche a una raccolta firme promossa da alcuni cittadini.
Sul tema interviene ora Mattia Riccadonna, residente a San Tomaso e titolare di uno studio di architettura nel borgo, che in una lettera inviata alla redazione invita a evitare «strumentalizzazioni politiche» e difende il percorso di confronto avviato dal Comune con i residenti.
“Come residente nonché titolare di una delle attuali tre attività del centro di San Tomaso – scrive il professionista – vorrei che si smettesse di soffiare sul fuoco della strumentalizzazione politica a riguardo delle misure di sicurezza e di contenimento del traffico nel centro storico dove abito.
Prima considerazione: nel corso dei partecipati incontri tra amministrazione comunale e residenti di San Tomaso non ho ricordo di aver visto il consigliere Zambotti, men che meno prendere parola per esprimere le sue considerazioni, cosa che avrebbe forse contribuito al dibattito in sala. Evidentemente aveva altro da fare. Mi chiedo peròl, forse pleonasticamente, perché adesso improvvisamente abbia così a cuore la questione da ergersi a “paladino della cittadinanza”.
Seconda considerazione: serve una discreta ignoranza sia dello stato reale dei luoghi che della pianificazione urbanistica del Comune di Riva del Garda per affermare che San Tomaso sia una “strada”. Nell’attuale PRG la parte interessata dal divieto di svolta verso Arco non solo é inquadrato come nucleo storico ma é prevista una zona pedonale (art. 38 norme tecniche attuative). Non mi risulta (ma sarei volentieri smentito in caso contrario) che nessuno dell’attuale compagine politica che sostiene le firme abbia mai inviato osservazioni al riguardo in sede di revisione del piano regolatore. Proprio sulla base di questa pianificazione, il comune di Riva ha pavimentato qualche anno fa il centro storico con cubetti di porfido, per dare decoro e arredo urbano. I volumi di traffico (e la velocità elevata!) di chi scende da Fangolino verso l’incrocio perlopiù in direzione di Arco come scorciatoia verso via Santa Caterina rappresentano un rischio per i residenti che non può essere continuamente ignorato.
Se chi oggi raccoglie firme – conclude Mattia Riccadonna – avesse preso parte agli incontri, avrebbe potuto rendersi conto direttamente dei fatti e della documentazione illustrati e discussi, così come dell’ampio dibattito che ne è seguito. Se però l’obiettivo è esclusivamente politico deve essere sembrato inutile prendere parte a occasioni di condivisione e dibattito civile, piuttosto che affidarsi alle solite polemiche da social media urlate e tossiche.
Torno quindi alla domanda iniziale, perché improvvisamente adesso si fa una raccolta firme senza la minima considerazione di tutto quanto sopra descritto?”.