Articolo pubblicato il: 13/06/2026 alle 08:30
La Busa - Sabato a Riva si firma contro il termovalorizzatore: l’appello di Onda
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Notizie, Politica

 

Il nuovo termovalorizzatore previsto dalla Provincia autonoma di Trento sorgerà a Ischia Podetti, alle porte del capoluogo. Ma il dibattito che sta accompagnando il progetto supera i confini della città e coinvolge direttamente anche l’Alto Garda. Ne è convinto il movimento politico civico trentino Onda Alto Garda e Ledro, che sabato 13 giugno sarà presente con un gazebo informativo in Piazzale Mimosa, a Riva del Garda, per raccogliere firme contro la realizzazione dell’impianto.
L’iniziativa, promossa dal movimento insieme al consigliere provinciale Filippo Degasperi, si inserisce nel più ampio confronto che da mesi accompagna il progetto provinciale destinato a chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del Trentino. La Provincia ha infatti individuato nell’area di Ischia Podetti il sito per un impianto capace di trattare circa 100 mila tonnellate annue di rifiuti residui, con un investimento stimato tra i 190 e i 240 milioni di euro e un’entrata in funzione prevista nel prossimo decennio.

 

 

Secondo la Giunta provinciale, il termovalorizzatore rappresenta una scelta strategica per ridurre la dipendenza dagli impianti fuori regione e garantire maggiore autonomia nella gestione dei rifiuti. Una prospettiva che continua però a suscitare forti perplessità in diversi movimenti civici, associazioni e realtà ambientaliste del territorio.
«La salute, l’ambiente e il nostro portafoglio non si bruciano», afferma Onda Alto Garda e Ledro, invitando i cittadini a partecipare all’iniziativa di sabato mattina. Per il movimento, il fatto che l’impianto non venga realizzato nell’Alto Garda non significa che il territorio resterà estraneo alle conseguenze della scelta. «L’insostenibilità economica, sociale e politica di questa decisione ricadrà in modo esteso su tutti noi, compromettendo il futuro dell’intero Trentino», sostengono gli esponenti di Onda.
Nel mirino c’è anzitutto la tecnologia stessa dell’incenerimento dei rifiuti. «Inceneritore o termovalorizzatore? Cambia l’etichetta, non la sostanza», osserva il movimento, secondo cui il recupero energetico non compenserebbe la perdita di materiali potenzialmente riciclabili e la produzione di emissioni e scorie residue.
Tra le principali criticità evidenziate figurano i costi dell’opera, l’impatto delle future politiche europee sulle emissioni, il possibile incremento del traffico pesante legato al trasporto dei rifiuti e la produzione di migliaia di tonnellate di scorie che dovranno comunque essere smaltite. Onda esprime inoltre timori per possibili ripercussioni future sulle tariffe dei rifiuti.
Per il movimento civico la strada da percorrere dovrebbe essere un’altra: investire con maggiore decisione nell’economia circolare, nella riduzione dei rifiuti, nel recupero di materia e nelle tecnologie dedicate alla rigenerazione dei materiali post consumo.
Il confronto resta aperto. Da una parte la Provincia difende la necessità di dotarsi di un impianto per garantire autonomia e stabilità al sistema di gestione dei rifiuti; dall’altra cresce il fronte di chi ritiene che il futuro del Trentino debba passare da strategie diverse, fondate sul riciclo e sulla valorizzazione delle risorse.
Sabato mattina, dalle 9 alle 12, il dibattito arriverà anche in piazza, davanti alla Coop di Riva del Garda. Con una domanda destinata a restare al centro della discussione pubblica nei prossimi anni: quale modello di gestione dei rifiuti vuole scegliere il Trentino per il proprio futuro?

(n.f.)

STAMPA QUESTO ARTICOLO
Articolo stampato da La Busa: https://labusa.info
URL articolo: https://labusa.info/sabato-a-riva-si-firma-contro-il-termovalorizzatore-lappello-di-onda/
Data e ora di stampa: 13/06/2026 11:26
Copyright © 2026 La Busa. Tutti i diritti sono riservati.