
La preoccupazione lanciata nei giorni scorsi dal presidente del Rugby Alto Garda, Claudio Zanoni, approda ora anche sul terreno politico. A intervenire è il Circolo Alto Garda e Ledro di Fratelli d’Italia, che chiede all’amministrazione comunale di Riva del Garda di individuare al più presto una soluzione per garantire un futuro alla società rugbistica del territorio.
Al centro della questione c’è il destino dell’attuale campo di Rione Degasperi, destinato a ospitare l’attività dell’hockey. Una prospettiva che, secondo quanto denunciato dalla società sportiva, rischia di lasciare il Rugby Alto Garda senza un impianto omologato a partire da settembre 2027.
Per Fratelli d’Italia si tratta di una situazione che «non rappresenta un buon biglietto da visita per lo sport nel nostro territorio», dove, secondo il partito, alcune discipline finiscono spesso per ricevere maggiore attenzione rispetto ad altre realtà ugualmente meritevoli.
Nel comunicato, il circolo sottolinea il valore educativo e sociale della palla ovale, definita «uno degli sport più nobili esistenti», fondata su principi come lealtà, rispetto e spirito di squadra. Viene inoltre ricordato il forte radicamento del rugby nell’Alto Garda, dove la società conta oggi circa 300 iscritti e registra una crescita costante.
«Il Rugby Alto Garda è una realtà sportiva e sociale fondamentale – evidenzia Fratelli d’Italia – che da anni offre alle famiglie la possibilità di far praticare ai propri figli una disciplina straordinaria». Proprio per questo, il rischio di perdere un impianto adeguato viene considerato un problema che riguarda non soltanto la società, ma l’intera comunità sportiva locale.
Nel documento viene inoltre richiamato il lavoro svolto nella precedente amministrazione dall’allora assessore allo sport Silvio Salizzoni, esponente di Fratelli d’Italia. Secondo il partito, era già stato avviato un percorso per individuare una soluzione capace di garantire la convivenza tra hockey e rugby, tutelando entrambe le discipline. Tra le ipotesi prese in considerazione figurava il campo sportivo del Varone, struttura che avrebbe tuttavia richiesto specifici interventi di adeguamento.
Da qui l’appello rivolto all’attuale amministrazione comunale affinché venga individuata una risposta concreta in tempi ragionevoli. «Chiediamo che venga dato uno spazio a questi ragazzi e alle loro famiglie e che non vengano lasciati a piedi», afferma il circolo, sottolineando come, in assenza di soluzioni sul territorio, molti giovani atleti potrebbero essere costretti a spostarsi verso Rovereto per continuare a praticare la propria attività sportiva.
La questione, già sollevata dal Rugby Alto Garda durante la recente festa di fine stagione, si conferma dunque uno dei temi più delicati per il futuro dello sport locale, chiamando istituzioni e società sportive a trovare una soluzione condivisa per garantire continuità a una realtà che da anni rappresenta un importante presidio educativo e aggregativo per centinaia di giovani dell’Alto Garda.
(n.f.)