
C’è una diva a Riva del Garda che non conosce il trascorrere delle mode. Da oltre sette secoli domina il centro storico, si specchia nelle acque del lago e posa, immobile ed elegante, per migliaia di fotografie. È la Torre Apponale, protagonista indiscussa dello skyline cittadino. Una signora di pietra che, dopo aver attraversato guerre, dominazioni e trasformazioni urbanistiche, si prepara a un importante intervento di restauro. Non un semplice ritocco alla facciata, ma un’operazione di conservazione destinata a proteggerne la bellezza e la sicurezza.
Lunedì 2 novembre è stato consegnato il cantiere alla ditta Kore di Caldonazzo. L’investimento complessivo è di 295mila euro, con quattro mesi di lavori e conclusione prevista entro Pasqua 2027, salvo imprevisti meteorologici. Un intervento al quale il sindaco Alessio Zanoni attribuisce un significato che va ben oltre la manutenzione di un edificio storico. «Ci sono opere che vanno oltre il loro valore materiale. Opere che raccontano chi siamo, custodiscono la nostra identità e testimoniano il legame profondo con la nostra città».
La Torre Apponale, osserva il primo cittadino, è una di queste. E restaurarla significa assumersi una responsabilità verso il passato e il futuro.
Sette secoli di storia, 34 metri di bellezza
Le prime testimonianze della torre risalgono al XIII secolo: compare già negli statuti cittadini del 1274, quando faceva parte del sistema difensivo di Riva. Originariamente alta circa 25 metri, venne sopraelevata nel Cinquecento, raggiungendo gli attuali 34. Una trasformazione che le ha conferito l’inconfondibile eleganza, sospesa tra architettura medievale e Rinascimento.
Oggi, però, il tempo presenta il conto.
Pioggia, umidità, inquinamento e vegetazione hanno compromesso alcune superfici esterne. Le malte tra i blocchi di pietra risultano deteriorate e alcuni materiali utilizzati nei restauri degli anni Novanta hanno trattenuto umidità nelle murature. Anche orologi ed elementi metallici mostrano segni di corrosione.
Il progetto prevede la rimozione di muschi e licheni, la pulitura delle pietre con tecniche delicate, il consolidamento delle parti degradate e il ripristino delle malte con prodotti a base di calce naturale, compatibili con i materiali originari.
Saranno restaurati anche gli elementi metallici e la pavimentazione della cella campanaria. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza dei passanti, prevenendo possibili distacchi di materiale.
La direzione dei lavori è affidata all’architetta Giorgia Gentilini. Alla consegna del cantiere erano presenti, con il primo cittadino, l’assessore Gabriele Bertoldi, i tecnici comunali e il direttore del MAG Matteo Rapanà.
Zanoni: «Non sono slogan, ma impegni che diventano realtà»
Il restauro diventa anche l’occasione per il sindaco di fare il punto sulle opere pubbliche. «Stanno finalmente partendo le opere pubbliche che abbiamo messo in campo fin dal nostro insediamento», sottolinea Zanoni, richiamando altri interventi dell’amministrazione. Dal completamento del restauro di palazzo Lutti Salvadori, per il quale è arrivato il via libera definitivo della Soprintendenza, al rifacimento dell’acquedotto in via Ardaro, fino ai lavori di adeguamento sismico delle scuole Pernici. «Non sono slogan. Non sono promesse da lasciare sulla carta. Sono gli impegni presi con i cittadini che diventano realtà».
Il sindaco dem indica quattro priorità: cultura e storia, ambiente e risorsa idrica, scuola e sicurezza. Un programma che, nelle sue parole, deve tradursi in risultati concreti. «Amministrare una città significa anche questo: custodire ciò che abbiamo ricevuto, migliorarlo e consegnarlo a chi verrà dopo di noi», afferma.
Trentaseimila visitatori ai piedi della diva
A confermare il fascino della Torre Apponale sono anche i numeri. Dal 21 marzo al primo novembre di quest’anno, oltre 36mila persone hanno affrontato i suoi 165 gradini per ammirare dall’alto Riva e il lago. Una terrazza privilegiata sulla città, ma anche un incontro ravvicinato con la sua storia. L’obiettivo è concludere i lavori entro Pasqua, quando tradizionalmente il MAG riapre la torre alle visite dopo la pausa invernale. E allora la grande diva rivana potrà tornare a mostrarsi in tutta la sua bellezza.
Non ringiovanita artificialmente, ma restaurata con rispetto e amore. Perché sette secoli di storia non sono rughe da cancellare. Sono un patrimonio da custodire. (n.f.)



