
«Una sorta di grande abbraccio intorno ad una delle attività più storiche del nostro centro». Le parole dell’assessora al commercio Roberta Prandi raccontano forse meglio di qualsiasi fotografia ciò che è accaduto nei giorni scorsi ad Arco. Perché quello della Libreria Cazzaniga non è stato semplicemente un trasloco: per qualche ora è diventato un piccolo rito collettivo, capace di coinvolgere un centinaio di persone, attirare curiosi e la stampa nazionale.
Una storia che La Busa online aveva raccontato per prima, anticipando nei mesi scorsi il trasferimento della storica libreria indipendente negli spazi lasciati liberi dalla famiglia Zamboni, al piano terra di Palazzo Marcabruni Giuliani, in piazza Tre Novembre. Ora quella scommessa ha preso forma e il passaggio dalla vecchia alla nuova sede è diventato esso stesso una notizia.
Arco, la libreria Cazzaniga al posto di Zamboni in piazza Tre Novembre
Cento volontari per far viaggiare i libri
L’immagine è semplice quanto potente: circa cento volontari disposti lungo il percorso e i libri che passano di mano in mano, fino a raggiungere la loro nuova casa.
Un trasloco collettivo che ha coinvolto la comunità arcense e che è finito anche sotto i riflettori del TGR Rai Trentino, che lo ha raccontato come un evento capace di trasformare un’operazione normalmente affidata a scatoloni e furgoni in un momento di partecipazione.
C’era chi si era iscritto per dare una mano e chi, una volta esauriti i posti disponibili, è arrivato comunque per assistere e condividere la festa.
Prandi: «Un’iniziativa veramente bellissima»
A sottolineare il valore dell’iniziativa è l’assessora al commercio Roberta Prandi. «Una iniziativa veramente bellissima!», commenta, rivolgendo i complimenti a Giovanni Cazzaniga e al suo staff «per l’organizzazione e per la passione che mettono nella loro attività». Ma soprattutto Prandi guarda al significato di quelle cento persone riunite attorno ai libri: «È stato un momento significativo per la nostra città, una sorta di grande abbraccio intorno ad una delle attività più storiche del nostro centro».
Con un augurio: «Ad un futuro luminoso e ad altri 60 anni, almeno, di successi».
Floriani: «Investire nella cultura è una scelta coraggiosa»
Ancora più ampia la riflessione dell’assessore alla cultura e ai lavori pubblici Massimiliano Floriani: «Una libreria storica che sceglie di restare nel cuore della città, e lo fa con coraggio, merita un grazie speciale». Per Floriani investire oggi in una libreria indipendente, non in franchising, significa credere «nel valore dei libri, delle persone e della comunità», anche in una società nella quale la cultura non garantisce necessariamente un profitto immediato. L’assessore evidenzia inoltre l’attenzione dedicata alla nuova sede e alla conservazione di Palazzo Marcabruni Giuliani: «Un investimento commerciale che diventa così anche un’operazione culturale per tutta la città».
Da Zamboni a Cazzaniga, una storia che continua
Nel passaggio c’è spazio anche per chi quei locali li ha abitati per decenni. Floriani ringrazia la famiglia Zamboni, ricordando il ruolo avuto nella vita commerciale del centro storico.
È forse proprio questa la chiave della storia: una serranda si era abbassata, ma quegli spazi non sono rimasti vuoti. Hanno cambiato pelle.
E adesso, dove per generazioni sono passati abiti, clienti e ricordi, arrivano scaffali e libri. «Mi dà speranza vedere che ad Arco qualcuno sceglie ancora di fare impresa puntando sulla cultura – conclude Floriani –. E questa, per la nostra città, è una bellissima notizia».
(n.f.)