Articolo pubblicato il: 01/01/2026 alle 10:12
La Busa - Riforma Corte dei Conti, Mascaro lancia l’allarme: «I costi sui cittadini»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

 

La riforma della Corte dei Conti, appena approvata dal Senato, riaccende il dibattito politico anche a livello locale. A intervenire con toni netti è Loredana Mascaro, consigliera comunale di Riva del Garda, presidente della Commissione Mobilità e Ambiente e figura della maggioranza che sostiene la giunta del sindaco Alessio Zanoni.
Nel suo intervento pubblico, Mascaro inserisce la nuova norma in una traiettoria politica chiara: dopo la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio, la riforma della Corte dei Conti rappresenterebbe un ulteriore passo verso l’alleggerimento delle responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Il punto più critico, secondo la consigliera, è la previsione che chi commette illeciti amministrativi risponda economicamente solo per il 30% del danno erariale, lasciando il resto a carico della collettività.

 

 

«Il messaggio che arriva – sottolinea Mascaro – è che la priorità non è più la tutela della legalità, ma la protezione di chi agisce con leggerezza o furbizia nell’uso del denaro pubblico». Una scelta che, a suo avviso, non è frutto di un errore tecnico, ma di una precisa volontà politica: smontare i controlli e rendere più deboli gli strumenti di vigilanza.
È su questo sfondo che la consigliera richiama una vicenda ben nota anche sul territorio gardesano: la Ciclovia del Garda. Un’opera simbolo, pensata per valorizzare il turismo lento e la mobilità sostenibile, ma che negli anni è diventata anche emblema di una progettazione complessa, segnata da deroghe, forzature procedurali e un costante aumento dei costi.
«Mentre si indebolisce la vigilanza – osserva Mascaro – si continuano a spingere avanti opere colossali che fagocitano risorse pubbliche. E chi chiede trasparenza viene spesso trattato come un intralcio». Un’affermazione che riporta al centro il tema del controllo democratico sulle grandi infrastrutture, soprattutto in territori fragili dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
A preoccupare ulteriormente è anche un altro aspetto della riforma: l’obbligo per la Corte dei Conti di pronunciarsi entro 30 giorni dalla presentazione di un esposto. Un termine che, secondo Mascaro, mal si concilia con la complessità delle indagini su illeciti amministrativi e rischia di trasformare verifiche approfondite in semplici adempimenti formali.
«Trenta giorni – afferma – come se la gestione del denaro pubblico e le eventuali responsabilità fossero pratiche da sbrigare in fretta, giusto per poter dire che “è tutto a posto”».
Il giudizio finale è severo: una riforma che tutela chi sbaglia e lascia soli cittadini e territori che subiscono le conseguenze di scelte opache o discutibili. Un tema nazionale che, come dimostra il caso della Ciclovia del Garda, ha ricadute molto concrete anche a livello locale. E che promette di rimanere al centro del confronto politico nei prossimi mesi.

(n.f.)

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