
Il tema della gestione dei rifiuti e del decoro urbano torna al centro del dibattito pubblico a Riva del Garda, una questione particolarmente sentita non solo in città ma anche in altri comuni dell’Alto Garda e Ledro, dove il corretto funzionamento delle isole ecologiche rappresenta un elemento essenziale per la qualità della vita e per l’immagine del territorio.
A riaccendere la discussione è stato, nei giorni scorsi, un intervento della Lega Salvini Riva del Garda, che ha puntato l’attenzione sulla situazione delle isole ecologiche del centro storico, in particolare in viale Pilati e viale Dante Ovest, parlando apertamente di incapacità amministrativa e chiamando in causa il sindaco Alessio Zanoni e l’assessore competente, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità.
La risposta di Comune e Comunità di valle
Alla polemica politica ha fatto seguito una nota congiunta di chiarimento da parte del Comune di Riva del Garda e della Comunità di valle Alto Garda e Ledro, che ricostruisce nel dettaglio le azioni messe in campo negli ultimi mesi per contrastare il fenomeno degli abbandoni indiscriminati di rifiuti.
Secondo quanto comunicato, l’amministrazione ha attivato una combinazione di misure “attive” e “passive”. Tra le prime rientrano l’impiego di steward ambientali a presidio delle isole ecologiche, il coinvolgimento del Corpo di polizia municipale per il sanzionamento dei comportamenti scorretti e un lavoro di individuazione delle situazioni più problematiche, con l’obiettivo di affiancare alla repressione anche un’azione di informazione e dissuasione.
Sul fronte delle misure passive, è stato invece potenziato il numero delle rotazioni di pulizia, in particolare nei periodi di maggiore criticità, come l’estate e le festività natalizie, attraverso un confronto quotidiano con l’impresa incaricata del servizio, che ha garantito interventi rapidi per la rimozione dei rifiuti abbandonati.
Risultati e nuove azioni
Comune e Comunità di valle parlano di risultati concreti, evidenziando una significativa riduzione della quantità di rifiuti abbandonati rispetto ai mesi precedenti. Una situazione migliorata, ma che resta comunque lontana da livelli considerati accettabili.
Per questo motivo, viene annunciato che nei prossimi mesi saranno introdotte ulteriori misure, tra cui il ritorno dello steward ambientale con la possibilità di erogare direttamente sanzioni, l’eventuale incremento delle frequenze di pulizia e un rafforzamento dei controlli, anche grazie all’utilizzo delle telecamere di videosorveglianza, già attive sulla maggior parte delle isole ecologiche.
Il nodo del “patto di cittadinanza”
Nel chiarimento inviato in redazione viene posto l’accento anche su un principio di fondo: la Tariffa rifiuti (Tari) copre integralmente il servizio e ogni intervento aggiuntivo ha un costo che ricade sull’intera collettività. In questo senso, una città più pulita non dipende solo dall’organizzazione dei servizi, ma anche dal comportamento dei singoli cittadini.
Viene richiamato il concetto di “controllo sociale”, sottolineando come l’abbandono di rifiuti anche subito dopo la pulizia vanifichi il lavoro svolto e renda nuovamente indecorosa l’area nel giro di poche ore. Emblematico, in tal senso, quanto accaduto venerdì 30 gennaio: isole pulite nel pomeriggio, nuove situazioni di abbandono già dalla mattina successiva, con ulteriori interventi necessari entro mezzogiorno.
Sanzioni più severe
A rendere il quadro ancora più stringente è il richiamo alla riforma normativa entrata in vigore l’8 ottobre 2025, che prevede per l’abbandono dei rifiuti sanzioni comprese tra 1.000 e 3.000 euro, oltre al fermo amministrativo di un mese del veicolo utilizzato per commettere la violazione. Pene ancora più severe sono previste nel caso in cui i comportamenti scorretti siano riconducibili ad attività economiche.
Se finora, spiegano gli enti, si è puntato soprattutto su prevenzione e informazione, il perdurare delle criticità rende ora inevitabile un rafforzamento delle misure repressive, con controlli mirati e sanzionamenti.
Una questione che riguarda tutto il territorio
La gestione dei rifiuti e il decoro delle isole ecologiche restano dunque una sfida aperta, che non riguarda solo Riva del Garda ma l’intero ambito dell’Alto Garda e Ledro. Tra polemica politica, azioni amministrative e responsabilità individuali, il tema continua a interrogare il territorio su come coniugare servizi efficienti, sostenibilità economica e rispetto delle regole.
Un equilibrio complesso, che richiede interventi costanti, ma anche un cambiamento culturale, senza il quale nessuna strategia potrà dirsi davvero efficace.
(n.f.)