Articolo pubblicato il: 17/02/2026 alle 17:30
La Busa - Rifiuti ad Arco, l’ex assessore: “Sul porta a porta si rischia di convincersi di una narrazione sbagliata”
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

 

Il confronto sulla raccolta differenziata e sul sistema porta a porta continua ad animare il dibattito pubblico nel Basso Sarca e, in modo particolare, ad Arco, dove il tema è diventato oggetto di polemiche, prese di posizione politiche e interventi istituzionali. Dopo l’intervento strutturato della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, arriva ora la voce dell’ex assessore ed attuale consigliere comunale di minoranza Gabriele Andreasi (PD), che rivendica con forza il lavoro svolto nella precedente consiliatura.
Andreasi interviene per riportare il confronto su un piano che definisce basato sui dati e sul percorso amministrativo che ha accompagnato l’introduzione del nuovo sistema. «Ho voluto rivendicare tutta la mole di lavoro – enorme – effettuata dall’amministrazione nella scorsa consiliatura al fine di evitare i disagi dettati dal cambio di sistema», afferma, parlando con la Busa online, sottolineando come il porta a porta non sia stato introdotto senza una fase di preparazione e di accompagnamento del territorio.
L’ex assessore si dice sorpreso dal tono assunto dal dibattito nelle ultime settimane. «Rimango un po’ sorpreso da tutto il dibattito sviluppatosi attorno al tema del porta a porta, e ci tengo a intervenire perché non vorrei che poi, a forza di sentir raccontare una visione negativa delle cose, si finisca con il convincersi», spiega, richiamando l’attenzione su quelli che definisce risultati oggettivi.

 

 

Secondo Andreasi, a distanza di tempo dall’introduzione del nuovo sistema, i numeri parlano chiaro: «Vi sono dati oggettivi che dimostrano la bontà del progetto, come il miglioramento della qualità della raccolta e una migliore gestione del contesto cittadino». Un elemento centrale, in questo senso, è l’eliminazione di oltre 60 isole ecologiche, che in passato erano spesso teatro di abbandoni incontrollati. «Quelle isole erano luogo di degrado urbano nel vero senso del termine», ribadisce.
Da qui la critica a chi guarda con nostalgia al sistema precedente. «Rimpiangere il vecchio modello delle isole ecologiche, secondo il rincuorante refrain del “si stava meglio quando si stava peggio”, significa dimenticarsi – inconsapevolmente o meno – di tutti i molteplici problemi che quel sistema comportava», osserva Andreasi, invitando a evitare letture semplificate di una questione complessa.
Pur difendendo l’impianto complessivo del porta a porta, l’ex assessore non nega l’esistenza di criticità. «Certamente nessun sistema è immune da problemi e necessita di un monitoraggio e di un miglioramento costante», ammette, ricordando però che proprio questo lavoro è stato portato avanti nella scorsa consiliatura. In particolare, Andreasi cita il censimento puntuale di oltre 500 condomini e le modifiche introdotte per rispondere alle esigenze delle zone montane e delle attività economiche, segno di un approccio adattivo e non rigido.
Per il consigliere del Pd, la presenza di situazioni specifiche da affrontare non può diventare un pretesto per rimettere in discussione l’intero modello. «Il fatto che vi siano casi puntuali non deve far venire meno la bontà complessiva del progetto», afferma, aggiungendo come in diversi interventi pubblici vengano citati problemi o diffuse immagini che «nulla hanno a che vedere con il nuovo sistema di raccolta per le utenze domestiche».
Andreasi richiama infine un altro elemento del dibattito: il tema dei costi. «Ci si dimentica spesso che la tariffa rifiuti è aumentata anche in Comuni dove il sistema porta a porta non è nemmeno presente», osserva, invitando a distinguere tra le dinamiche tariffarie generali e le scelte specifiche sui modelli di raccolta.
Nel suo intervento, l’ex assessore sottolinea anche come la risposta della cittadinanza sia stata, nella maggioranza dei casi, positiva. «La maggior parte dei cittadini ha colto favorevolmente il nuovo sistema», afferma, ricordando come, nella scorsa consiliatura, molte richieste di modifica siano arrivate proprio da chi inizialmente non beneficiava del porta a porta, in particolare dai residenti del centro storico di Arco.
«Questo non significa che i problemi non esistano», conclude Andreasi, «ma che vadano affrontati puntualmente, senza rimettere in discussione l’intera impostazione di sistema». Una posizione che riporta il dibattito su un terreno politico e amministrativo preciso e che contribuisce a chiarire il ruolo e le responsabilità delle scelte compiute negli anni precedenti, mentre il confronto sul futuro della gestione dei rifiuti ad Arco resta aperto.

(n.f.)

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