
“La storia non si cambia, si impara”. È una riflessione articolata, diretta e per certi versi controcorrente quella affidata ai social da Gian Luca Frizzi, ex sindaco di Tenno e oggi semplice cittadino, intervenuto sulla decisione del Consiglio comunale di Riva del Garda di revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Un intervento che si colloca nel solco del dibattito aperto in questi giorni, ma che sceglie un punto di vista diverso, partendo da una premessa chiara: “Rispetto le scelte che stanno facendo le varie amministrazioni, ma non le condivido”.
“Non cancellare, ma fare memoria”
Frizzi si definisce “antifascista, anticomunista e antinazista”, ma da autonomista invita a una riflessione più ampia sul rapporto con la storia.
“Non è cancellando la storia, ormai inghiottita dal tempo da più di 80 anni, che si costruisce consapevolezza – scrive – al contrario si deve farne tesoro per non ripetere gli errori”.
Un passaggio che riporta il tema dal piano simbolico a quello educativo, con un richiamo esplicito anche agli scenari internazionali: “basta guardare al Medio Oriente”, osserva, per comprendere quanto il passato non elaborato possa tornare a pesare sul presente.
La provocazione: “Cancelliamo tutto?”
Nel suo intervento, Frizzi utilizza anche toni provocatori per sottolineare la propria posizione.
“Cancellare il nome di Mussolini dall’albo è come chi cancella il nome dell’ex da un tatuaggio sperando di non esser più cornuto”, scrive, aggiungendo poi: “Ora cosa facciamo, cancelliamo anche opere, infrastrutture, pezzi di storia?”.
Un ragionamento che punta a evidenziare il rischio, a suo avviso, di una lettura selettiva del passato.
“Tra bene e male, imparare dagli errori”
Frizzi riconosce apertamente le responsabilità storiche del fascismo: “Errori imperdonabili e inqualificabili come le leggi razziali, l’alleanza con il nazismo, la repressione delle idee diverse”.
Ma accanto a questo richiama anche la necessità di uno sguardo complesso: “Come il bene e il male, si deve saper distinguere e imparare”.
E sottolinea il ruolo del popolo italiano, “che unito ha sconfitto il male”.
Lo sguardo al presente
Il passaggio finale guarda all’oggi, con un invito alla politica a concentrarsi sulle “nuove dittature”: “quelle del consumismo, dell’io, dell’omologazione e del dio denaro”.
Un richiamo a temi come famiglia, scuola, casa e al “mondo virtuale dei social senza regole”, che – conclude – “ci sta portando in un baratro di valori”.
Un intervento che, al di là delle posizioni, contribuisce ad arricchire un dibattito che, anche nell’Alto Garda, resta aperto tra memoria, identità e scelte politiche.
(n.f.)