Articolo pubblicato il: 09/09/2026 alle 19:00
La Busa - Raduno a Dro “Veneto Fronte Skinheads”, Santoni e Bortolameotti (UD) chiedono nuove regole
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Politica

 

Il raduno si è concluso senza incidenti, gli organizzatori rivendicano il successo dell’iniziativa e annunciano già un possibile ritorno. Ma a Pietramurata il caso “Ritorno a Camelot” continua a lasciare strascichi politici e sociali. Per Marco Santoni e Massimo Bortolameotti, consiglieri comunali di opposizione del gruppo Unione Democratica per l’Autogoverno, l’assenza di scontri non basta per considerare chiusa una vicenda che, sostengono, ha profondamente diviso la comunità.

 

 

L’evento organizzato dal Veneto Fronte Skinheads nell’area privata dell’Hotel Ciclamino aveva acceso per giorni il dibattito ben oltre i confini di Dro, mobilitando istituzioni, forze politiche e associazioni. Imponente il dispositivo predisposto per l’ordine pubblico e partecipata anche la manifestazione antifascista promossa in risposta al raduno.
Dal canto loro, gli organizzatori hanno tracciato un bilancio decisamente positivo, parlando di una partecipazione superiore alle aspettative, di quattro giornate dedicate a musica, politica e cultura identitaria e sostenendo che l’iniziativa abbia generato anche ricadute economiche sul territorio. Hanno inoltre respinto le accuse rivolte al raduno, rivendicandone il carattere pacifico e il rispetto delle norme. Una lettura che Santoni e Bortolameotti non condividono. «Sarebbe facile giudicare positivamente il weekend appena vissuto utilizzando come metro di valutazione l’assenza di incidenti e scontri», osservano, attribuendo questo risultato anche «alla presenza delle forze dell’ordine, che hanno saputo gestire bene la situazione grazie a un grande dispiegamento di mezzi e uomini». Ma, aggiungono, «ciò che resta è una profonda ferita inferta da un evento che ha finito per dividere la comunità di Pietramurata».

 

 

Secondo i due consiglieri droati, il caso avrebbe mostrato «le conseguenze tossiche della polarizzazione della politica odierna», dove «si antepone al confronto delle idee lo scontro fra tifoserie». Ancora più netta la critica nei confronti di raduni nei quali, a loro giudizio, manca qualsiasi reale contraddittorio: «Un malinteso senso di democrazia non può veicolare idee che propugnano la fine della democrazia stessa».
Santoni e Bortolameotti prendono inoltre le distanze dalla volontà della sindaca Ginetta Santoni di voltare pagina. «Meglio sarebbe cogliere l’occasione per aprire un momento di discussione, un confronto franco e plurale», sottolineano, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Il passaggio finale è però soprattutto istituzionale. Tutti i consiglieri comunali avevano sottoscritto un documento affinché soggetti legati a ideologie totalitarie non trovassero spazio sul territorio comunale. Ora Unione Democratica propone di trasformare quell’indirizzo politico in un regolamento condiviso.
«Abbiamo capito che con le regole attuali potrebbe ricapitare anche fra un mese», concludono Santoni e Bortolameotti. «Creiamo insieme le condizioni perché non accada».

(n.f.)

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