Articolo pubblicato il: 29/12/2025 alle 09:22
La Busa - Raccolta differenziata nell’Alto Garda e Ledro, Marocchi: “Meno rifiuti, ma serve più qualità”
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

 

Meno rifiuti prodotti, ma anche meno rifiuti davvero riciclabili. È questo il paradosso che emerge dai dati più recenti sulla raccolta differenziata nell’Alto Garda e Ledro, numeri che invitano a una riflessione profonda e a un’assunzione di responsabilità collettiva. Perché la sfida ambientale, oggi più che mai, si intreccia con quella economica: una differenziata fatta male non tutela l’ambiente e pesa direttamente sulle tasche di tutti.
Secondo i dati ufficiali raccolti dalla Comunità di Valle Alto Garda e Ledro e riportati dal quotidiano L’Adige, nei primi undici mesi del 2025 la produzione complessiva di rifiuti sul territorio ha raggiunto le 28.136 tonnellate, circa 1.400 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che, letto isolatamente, potrebbe sembrare incoraggiante.
A preoccupare è però la qualità del rifiuto conferito.
Sempre secondo L’Adige, il quantitativo di rifiuto differenziato correttamente – quello che può essere avviato al riciclo – è diminuito in modo sensibile: dalle 22.534 tonnellate registrate a fine novembre 2024 si è scesi a poco meno di 21 mila tonnellate nello stesso periodo del 2025, con una flessione di 1.713 tonnellate. Parallelamente, il rifiuto indifferenziato è aumentato di 297 tonnellate, passando da 6.289 a 6.586 tonnellate.

 

 

Il risultato è un calo della percentuale complessiva di raccolta differenziata che, facendo una media su tutto il territorio dell’Alto Garda e Ledro, si attesta oggi al 76,6%. Un punto percentuale in meno rispetto al primo semestre dell’anno e due punti sotto il dato medio del 2024, come evidenziato nell’analisi pubblicata da L’Adige. Un segnale che non può essere ignorato in un’area dove la sostenibilità ambientale è strettamente legata anche alla vocazione turistica.
I numeri mostrano inoltre come la produzione di rifiuti sia fortemente concentrata nei mesi di maggiore afflusso turistico. Tra aprile e agosto, infatti, viene prodotta circa la metà dei rifiuti complessivi: 14.380 tonnellate in cinque mesi, sempre secondo i dati riportati dal quotidiano trentino. Un periodo in cui la corretta informazione sul conferimento diventa ancora più decisiva, non solo per i residenti ma anche per chi arriva da fuori.
Guardando ai singoli comuni, emergono differenze significative.
Drena si conferma il territorio più virtuoso, con una raccolta differenziata prossima all’84%.
Bene anche Dro e Tenno, entrambe sopra l’81%.
I due centri principali, Arco e Riva del Garda, si collocano di poco sopra la media di valle, con percentuali rispettivamente del 77,5% e del 77,2%. Proprio a Riva, però, i mesi di ottobre e novembre hanno fatto registrare un dato inedito per il 2025: la differenziata è scesa al 74%, due o tre punti in meno rispetto agli altri mesi dell’anno, come sottolineato da L’Adige.
In fondo alla classifica si trova Nago-Torbole, con una percentuale a novembre scesa sotto il 70%, in netto calo rispetto all’anno precedente.
Di fronte a questo scenario, l’invito a non abbassare la guardia arriva direttamente dal presidente della Comunità di Valle, Giuliano Marocchi. «Siamo di fronte a un trend da non sottovalutare e da tenere sott’occhio – ha dichiarato Marocchi, come riportato da L’Adige –. Bisogna fare passi avanti sulla qualità del rifiuto. Oggi c’è ancora una quota di “rifiuto sporco” che non va bene». Da qui l’annuncio di iniziative di formazione e informazione, a partire dalle scuole, per costruire una maggiore consapevolezza diffusa.
Ma il cambiamento non può arrivare solo dall’alto. Correggere gli errori nella raccolta differenziata significa compiere piccoli gesti quotidiani con maggiore attenzione: separare correttamente, informarsi, rispettare le regole. È un appello civile che riguarda tutti, perché una differenziata di qualità riduce l’impatto ambientale, migliora l’efficienza del sistema e contribuisce a contenere i costi. In altre parole, differenziare meglio oggi significa investire nel futuro del territorio e, allo stesso tempo, evitare che il peso degli errori ricada sulle bollette di domani. (n.f.)

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