
Ci sono biciclette che non finiscono la loro storia quando smettono di essere usate. A volte, proprio da lì, ne comincia una nuova. Succede a Riva del Garda, dove il progetto Goodbike di APSP Casa Mia e la disponibilità di Cicli Pederzolli hanno costruito negli anni un piccolo ma concreto circuito di solidarietà capace di arrivare molto lontano. Un filo, lo definiscono i promotori. Un filo fatto di collaborazione, volontariato, competenza, gentilezza e partecipazione. Parte da Riva, passa per Trento e ha già raggiunto Romania, Tanzania e Ucraina. Ora è pronto ad arrivare anche in Uganda.
Il meccanismo è semplice, ma il valore sociale è grande. I volontari di Goodbike raccolgono biciclette, le smontano, le puliscono, le sistemano e restituiscono loro una seconda possibilità. Accanto a loro ci sono le mani esperte di Cicli Pederzolli, che da anni mette a disposizione professionalità, materiali, consigli e tempo.
Così una vecchia bici può diventare qualcosa di molto più importante di un mezzo di trasporto.
Può significare andare a scuola. Raggiungere un posto di lavoro. Muoversi in autonomia. Accorciare distanze che, in alcuni contesti, pesano sulla vita quotidiana molto più di quanto possiamo immaginare. «Insieme abbiamo trasformato molte biciclette in opportunità», racconta il progetto. Ed è forse questa la frase che meglio racchiude il senso dell’iniziativa.
Perché ogni bici porta con sé almeno tre storie: quella di chi l’ha donata, quella di chi l’ha rimessa in strada e quella di chi, magari a migliaia di chilometri da Riva, salirà in sella per iniziare un nuovo percorso.
Non è soltanto recupero di materiali. È anche economia circolare, inclusione, educazione alla cura e attenzione agli altri. Un gesto locale che acquista una dimensione internazionale senza perdere il suo carattere umano e concreto.
APSP Casa Mia ha voluto ringraziare pubblicamente Cicli Pederzolli e tutti i volontari di Goodbike, rilanciando un messaggio semplice: continuare a pedalare insieme.
E forse è proprio questa l’immagine più bella. Una bicicletta sistemata in una piccola officina del Garda può diventare, altrove, scuola, lavoro, libertà e futuro. Un filo di solidarietà che parte dalla Busa e continua a correre sulle strade del mondo.
(n.f.)