
Divieto assoluto di accesso e di stazionamento a Punta Lido, sia dal lago sia dalla terra, fino al 30 settembre. È la decisione assunta dal sindaco Alessio Zanoni con un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare l’incolumità pubblica in uno dei punti più pericolosi del lago, teatro negli anni di diversi episodi drammatici e di annegamenti. Chi violerà il provvedimento rischia una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro.
La misura arriva dopo le ripetute segnalazioni, registrate anche nelle ultime settimane, di persone che continuano ad accedere all’area della foce dei torrenti Albola e Varone, nonostante il divieto di balneazione già in vigore e la presenza della nuova recinzione in legno e della cartellonistica multilingue installate la scorsa primavera.
Secondo quanto evidenziato nell’ordinanza, i controlli effettuati anche dalla Guardia Costiera hanno confermato che molti frequentatori continuano a raggiungere la zona vietata scavalcando la staccionata, arrivando a nuoto dal lago oppure percorrendo il greto dei torrenti, esponendosi a un concreto rischio per la propria sicurezza.
L’ordinanza richiama anche il provvedimento della Provincia autonoma di Trento che, dal febbraio 2025, vieta la balneazione e la pratica del windsurf nello specchio d’acqua compreso tra Punta Lido, La Punta e Cà Rossa proprio per la particolare pericolosità delle correnti generate dalla foce dei due torrenti.
La questione era tornata al centro del dibattito politico nelle scorse ore (1 agosto), quando le consigliere comunali di opposizione Cristina Santi e Silvia Betta avevano presentato un’interpellanza denunciando quella che definivano l’inefficacia delle sole opere di recinzione. Le due esponenti di PATT, Autonomisti, Popolari e Lega avevano documentato con fotografie la presenza di bagnanti, adulti e minori oltre le barriere, sostenendo che la nuova staccionata, pur migliorando l’aspetto dell’area, non fosse sufficiente a impedire l’accesso né a garantire la sicurezza.
Nello stesso documento avevano inoltre invitato l’amministrazione comunale a farsi promotrice, insieme alla Provincia e al Servizio Bacini Montani, di soluzioni strutturali come il dragaggio dell’isolotto o il ripristino di un canneto naturale, ritenuti interventi più efficaci per scoraggiare l’accesso alla zona pericolosa.
Ora arriva il nuovo provvedimento firmato dal sindaco Zanoni, che introduce un ulteriore livello di tutela. Non sarà infatti più vietata soltanto la balneazione, ma l’intero accesso all’area, sia dalla terraferma sia dal lago, con controlli affidati alla Polizia Locale, alla Guardia Costiera e alle altre forze dell’ordine.
L’obiettivo dichiarato è uno solo: evitare che, nonostante i ripetuti richiami e le misure già adottate, possano ripetersi incidenti in un tratto di lago che negli anni ha già conosciuto conseguenze tragiche e che continua, soprattutto durante l’estate, ad attirare bagnanti incuranti dei divieti.
(n.f.)