Articolo pubblicato il: 18/08/2026 alle 08:54
La Busa - Ponte Pià, Calzà (Pd) rilancia: «Dobbiamo restituire vita alla Sarca»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie

Non soltanto un invaso da recuperare, ma un’occasione per restituire forza e naturalità alla Sarca. Il fiume che nasce nelle Giudicarie, attraversa il territorio trentino e accompagna il suo corso fino all’Alto Garda torna al centro del dibattito politico dopo la risposta della Provincia all’interrogazione della consigliera provinciale altogardesana del Pd del Trentino Michela Calzà sul progetto di Hydro Dolomiti Energia a Ponte Pià. Una risposta nella quale Calzà individua un primo passo avanti, senza però considerare chiusa la partita. «Le osservazioni di associazioni, tecnici e cittadini hanno portato APPA a chiedere integrazioni e una soluzione meno urbanizzata, maggiormente orientata alla rinaturalizzazione», sottolinea la consigliera.

 

 

«Non peggiorare non può essere il traguardo»
Il punto politico e ambientale sollevato da Calzà riguarda soprattutto il futuro ecologico della Sarca. La Giunta provinciale, ricorda la consigliera, sostiene che il progetto non dovrebbe determinare impatti significativi sullo stato attuale del fiume. Ma per l’esponente democratica questo non è sufficiente.
«“Non peggiorare” non può essere il nostro traguardo. Un intervento di queste dimensioni deve diventare un’occasione per migliorare concretamente lo stato ecologico della Sarca».
Al centro rimane quindi la gestione dei sedimenti che saranno rimossi per recuperare capacità nell’invaso di Ponte Pià. Materiale che, secondo Calzà, non dovrebbe essere considerato semplicemente come qualcosa da asportare, destinare a nuovi rilevati o commercializzare. «Ghiaie, ciottoli e massi sono parte dell’ecosistema fluviale»: possono contribuire alla ricostruzione degli habitat, contrastare l’incisione dell’alveo e riequilibrare la morfologia del corso d’acqua. Da qui la richiesta che la quantità di sedimenti restituita alla Sarca diventi «molto più significativa».

Il confronto con il territorio
C’è poi il capitolo della partecipazione. Calzà chiede un confronto pubblico sul progetto e indica nella Conferenza del Parco Fluviale il luogo naturale nel quale discuterne, pur non avendo quest’ultima una competenza formale nel procedimento. La prospettiva proposta è più ampia dello stesso intervento sulla diga: fare di Ponte Pià «il primo esempio di una nuova politica provinciale dell’acqua», mettendo insieme produzione idroelettrica, sicurezza, biodiversità e partecipazione. E la questione, seguendo il corso della Sarca fino all’Alto Garda, riguarda inevitabilmente anche i territori a valle. «La domanda non è soltanto come recuperare la capacità dell’invaso – conclude Calzà – ma quale Sarca vogliamo lasciare alle comunità e alle generazioni future». La risposta della consigliera è altrettanto netta: «Un fiume più vivo, più sano e più resiliente».
(n.f.)

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