Articolo pubblicato il: 03/07/2026 alle 18:00
La Busa - Pietro Matteotti sulla ciclabile di Nago: «Opera bella e funzionale, ma resta un nodo da risolvere»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Economia, Notizie, Turismo

 

«Una ciclabile molto bella, importante e funzionale». Parte da un giudizio decisamente positivo l’analisi dell’ingegner Pietro Matteotti, già assessore ai lavori pubblici del Comune di Riva del Garda (giunta Santi), che ha voluto condividere con la redazione de La Busa online alcune riflessioni dopo aver percorso più volte il nuovo tratto della pista ciclabile tra Nago e la piana dell’Alto Garda, inaugurato nei giorni scorsi dalla Provincia autonoma di Trento.
«Vanno fatti i complimenti alla Provincia e al direttore dei lavori, l’ingegner Mattia Morghen», esordisce Matteotti, sottolineando la qualità complessiva dell’intervento. L’ex amministratore evidenzia innanzitutto il valore strategico dell’opera, che collega in sicurezza la Vallagarina con l’Alto Garda e costituisce un tassello fondamentale della rete ciclabile europea. «Di fatto raccorda la EuroVelo 7, il grande itinerario che collega Capo Nord a Malta, con la Ciclovia del Garda», osserva, ricordando come il nuovo tracciato recuperi anche la storica strada romana attraversando gli oliveti secolari di Nago e le spettacolari formazioni geologiche delle Marmitte dei Giganti, in uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Garda.
Secondo Matteotti, però, permane una criticità che merita attenzione. Il percorso arriva infatti fino a Pratosaiano, dove i ciclisti sono costretti a condividere la carreggiata con automobili e mezzi pesanti provenienti dall’area dell’ex discarica, almeno fino alla caserma dei Vigili del Fuoco di Arco.

 

 

«Nel primo progetto della Provincia – ricorda – il collegamento verso il Lago di Garda sarebbe dovuto scendere direttamente lungo la sponda sinistra del Sarca attraverso tre tornanti, raccordandosi con la ciclabile Arco-Torbole. Era il percorso più logico». Una soluzione, spiega, successivamente modificata «a seguito del parere negativo di un comitato tecnico della Provincia. Un errore che, fortunatamente, potrà essere corretto in futuro se ci sarà la volontà politica».
Per eliminare definitivamente quel tratto promiscuo, Matteotti richiama il progetto della futura Unità Funzionale 3 della Loppio-Busa, che prevede una corsia ciclabile sul nuovo ponte sul Sarca. «Ma serviranno ancora anni», osserva.
L’ingegnere rivano guarda poi con favore anche agli interventi realizzati a Torbole. «Si nota un’attenzione particolare alla mobilità leggera, con attraversamenti ciclabili evidenziati in azzurro, separazione fisica tra biciclette e traffico veicolare, sistemazioni a verde e un percorso protetto realizzato molto bene».
Da qui nasce anche un confronto con Arco. «A Torbole si privilegia la mobilità ciclabile, mentre ad Arco si è scelto di installare un impianto semaforico sul ponte storico, togliendo la precedenza ai ciclisti, invece di insistere maggiormente sulla realizzazione di un percorso protetto lungo la sponda destra del Sarca».
Infine, lo sguardo si allarga all’intera Ciclovia del Garda.
Per Matteotti «non vi sono dubbi» sulla necessità di proseguire rapidamente i lavori già avviati tra Riva e Limone e di accelerare anche le future unità funzionali previste nel territorio rivano. Tra le priorità indica il tratto tra il Bar Nazionale e Monte Oro, con la separazione fisica tra ciclovia e Gardesana, e quello tra Porto San Nicolò e Baia Azzurra, dove auspica l’allargamento del percorso fino a 4,5 metri. «La mobilità ciclabile dell’Alto Garda – conclude – merita una visione complessiva, capace di garantire continuità, sicurezza e qualità lungo tutto il percorso».
(n.f.)

STAMPA QUESTO ARTICOLO
Articolo stampato da La Busa: https://labusa.info
URL articolo: https://labusa.info/pietro-matteotti-sulla-ciclabile-di-nago-opera-bella-e-funzionale-ma-resta-un-nodo-da-risolvere/
Data e ora di stampa: 03/07/2026 19:30
Copyright © 2026 La Busa. Tutti i diritti sono riservati.