
Continua ad alimentare il dibattito politico ad Arco la vicenda dell’abbandono anticipato dell’aula consiliare da parte del vicesindaco Marco Piantoni durante la seduta del 24 febbraio. Dopo l’interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza Nicola Cattoi (Campobase), Gabriele Andreasi e Dario Ioppi (Pd), e dopo le dichiarazioni dello stesso Piantoni, è arrivata anche la risposta scritta della sindaca Arianna Fiorio, pubblicata giovedì 5 marzo sui quotidiani locali, che ha difeso l’operato del proprio vice. Ma le spiegazioni della prima cittadina non hanno placato la polemica.
Nella risposta all’interrogazione, la sindaca ha respinto le accuse di scorrettezza istituzionale, sostenendo che l’episodio sia stato «ingigantito» dalle minoranze. Fiorio ha ricordato che la seduta del 24 febbraio prevedeva pochi punti all’ordine del giorno dopo l’approvazione del bilancio preventivo e che Piantoni era comunque presente durante il question time, l’intervento del comandante dei Vigili del fuoco e la votazione del relativo bilancio. L’unico tema discusso successivamente – la modifica al regolamento per la celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili – rientrava nelle competenze della stessa sindaca ed era già stato ampiamente affrontato in sede di bilancio.
Secondo Fiorio, l’assenza del vicesindaco non avrebbe quindi compromesso il regolare svolgimento dei lavori del Consiglio comunale. La sindaca ha inoltre sottolineato che la partecipazione di Piantoni a una serata pubblica organizzata da Campobase riguardava un tema ritenuto rilevante e che l’evento si è svolto «alla luce del sole», senza alcuna intenzione di mancare di rispetto all’aula. A sostegno della propria posizione, Fiorio ha anche ricordato che nelle 11 sedute consiliari svolte finora le assenze degli assessori sono state tutte giustificate.
Una lettura che però non convince i consiglieri firmatari dell’interrogazione. In una replica congiunta, Cattoi, Andreasi e Ioppi sostengono infatti che le spiegazioni della sindaca confermerebbero proprio il punto sollevato dalla minoranza: l’uscita anticipata del vicesindaco sarebbe avvenuta per partecipare a un evento politico e non per un impegno istituzionale.
«La seduta consiliare rappresenta tutta la comunità di Arco – affermano i tre consiglieri – e non può essere messa in secondo piano rispetto ad attività politiche personali». Secondo la minoranza, anche il fatto che i punti all’ordine del giorno fossero stati già discussi in altre sedi non giustifica l’assenza: il Consiglio comunale, sottolineano, resta il luogo centrale della decisione politica e non può essere considerato una formalità.
Nel mirino delle opposizioni anche l’argomento secondo cui l’assenza non avrebbe influito sull’andamento dei lavori. Un messaggio, sostengono Cattoi, Andreasi e Ioppi, che rischierebbe di indebolire il valore del mandato istituzionale. «Il rispetto dell’aula consiliare deve valere sempre, indipendentemente dai temi trattati o da chi organizza altri eventi politici», concludono.
Lo scontro politico resta dunque aperto e riporta al centro del dibattito cittadino il tema del ruolo e della centralità del Consiglio comunale nella vita istituzionale di Arco.
(n.f.)