
Entra in una fase decisiva il complesso intervento sulle passerelle ciclopedonali del ponte sulla Sarca, l’ingresso principale alla città di Arco. Il vicesindaco e assessore alla mobilità Marco Piantoni, intervenuto alla prima riunione pubblica del nuovo comitato di partecipazione Oltresarca, ha illustrato un aggiornamento dettagliato sullo stato della progettazione, sulle tempistiche di gara e sulle criticità legate alla gestione della viabilità durante il lungo cantiere, che si estenderà per circa un anno. La consegna del progetto esecutivo è prevista entro il 6 febbraio. Seguirà la verifica obbligatoria del progetto, stimata in due-tre settimane, quindi l’avvio della procedura di gara, che richiederà circa un mese. Dopo l’aggiudicazione, sono previsti ulteriori 30 giorni per le verifiche sui requisiti dell’impresa vincitrice.
Salvo imprevisti procedurali, l’affidamento dei lavori è quindi atteso tra maggio e giugno 2026, con una durata stimata del cantiere di circa 12 mesi.
Due interventi distinti da non confondere
In un documento dettagliato, inviato alla redazione de La Busa online, l’Amministrazione comunale sottolinea la necessità di distinguere chiaramente tra due opere diverse, collocate nella stessa area ma affidate a enti differenti, con obiettivi e tempistiche autonome.
L’intervento comunale sul ponte storico di Arco
Il progetto del Comune di Arco riguarda il rifacimento delle due passerelle sul ponte storico sulla Sarca:
• Passerella nord, ad uso esclusivamente pedonale, con larghezza di 2 metri;
• Passerella sud, ad uso ciclopedonale, con larghezza di 2,50 metri.
Si tratta di un intervento ritenuto non più rinviabile, chiamato a superare una situazione definita critica: da un lato una passerella chiusa, dall’altro una struttura provvisoria, costosa, temporanea e giudicata inadeguata sia dal punto di vista funzionale sia sotto il profilo estetico.
L’opera assume inoltre un valore strategico sul piano della mobilità, perché anticipa l’apertura della nuova viabilità Passo San Giovanni – Maza – Bolognano. In assenza del collegamento con il Cretaccio, previsto solo nel 2029, la mancata realizzazione delle passerelle rischierebbe di generare forti criticità sui flussi di traffico.
L’intervento provinciale nella zona Caneve
Distinto e parallelo è l’intervento della Provincia – Servizio Bacini Montani, attualmente in corso nella zona Caneve. Qui i lavori riguardano:
• l’allargamento e il sovralzo degli argini della Sarca in sinistra orografica;
• opere urgenti e indifferibili di mitigazione del rischio idraulico.
All’interno di questo cantiere è previsto anche lo smontaggio della passerella ciclopedonale dell’ex oratorio, che verrà sottoposta a manutenzione e successivamente ripristinata con l’allungamento della campata. Le opere preliminari sono già iniziate e i lavori proseguiranno per tutto il 2026.
La passerella resterà aperta il più a lungo possibile; il momento dello smontaggio sarà concordato con l’Amministrazione comunale, per limitare i disagi.
Cantieri inevitabili, impatti prolungati
Il Comune evidenzia come entrambi gli interventi siano non procrastinabili. La loro durata comporterà però interferenze con più stagioni turistiche e con i relativi flussi di residenti e visitatori. Le opere rispondono a esigenze diverse ma complementari: sicurezza idraulica nel caso dell’intervento provinciale, sicurezza, funzionalità e qualità urbana per quello comunale.
La questione viabilità: una scelta complessa
Uno dei nodi più delicati riguarda la gestione della viabilità sul ponte storico durante il cantiere. La chiusura prolungata e le limitazioni al traffico avranno inevitabili ripercussioni su residenti, studenti, trasporto pubblico, attività turistiche e commerciali.
L’Amministrazione sta valutando tre possibili soluzioni:
• senso unico solo in ingresso;
• senso unico solo in uscita;
• senso unico alternato, regolato da impianto semaforico.
La scelta è complessa, perché le esigenze dell’utenza risultano spesso contrapposte. A ciò si aggiungono vincoli tecnici già verificati: con il cantiere attivo, i mezzi del trasporto pubblico possono transitare solo in ingresso ad Arco; l’afflusso mattutino degli studenti delle scuole medie è garantibile esclusivamente mantenendo l’ingresso da est; al contrario, l’accesso dei volontari dei Vigili del Fuoco, provenienti dal centro storico e da Romarzollo, avviene prevalentemente in uscita, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore congestione, quando la circonvallazione risulta difficilmente percorribile.
La soluzione del senso unico alternato con semaforo “intelligente” rappresenterebbe un possibile compromesso, ma comporta costi elevati e la necessità di un sistema tecnologicamente avanzato, in grado di adattarsi alle condizioni di traffico e di garantire una gestione sicura delle situazioni di emergenza. (n.f.)