Articolo pubblicato il: 29/09/2026 alle 17:22
La Busa - Parete Colodri di Arco, settori instabili dopo il crollo: barriera paramassi e consolidamenti
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie

 

Il distacco roccioso del 25 agosto sul monte Colodri non viene considerato un episodio isolato. Gli approfondimenti geologici commissionati dal Comune dopo l’evento hanno individuato tre settori della parete con volumi rocciosi instabili e confermato la necessità di intervenire con opere di protezione e consolidamento. Nel frattempo restano in vigore i provvedimenti di sgombero e interdizione adottati in via precauzionale.
Il caso risale al pomeriggio del 25 agosto, quando una lastra di roccia di circa 12-15 metri cubi si staccò dalla parete del Colodri, in località Laghel, frantumandosi durante la caduta. Alcuni massi si fermarono a circa 10-15 metri da un’abitazione e da un magazzino agricolo, che furono evacuati precauzionalmente. Sul posto intervennero i Vigili del fuoco volontari di Arco e il Servizio geologico provinciale. Ufficio Stampa Provincia di Trento
A seguito dell’evento l’amministrazione comunale ha affidato uno studio tecnico-geologico specialistico, basato su sopralluoghi, rilievi fotogrammetrici e un sorvolo in elicottero, per verificare lo stato complessivo della parete e valutare gli scenari di possibile evoluzione.
L’esito dell’approfondimento indica che il distacco di agosto si inserisce in una situazione più generale di fratturazione del versante. Sono stati individuati tre settori critici, caratterizzati da volumi rocciosi separati dall’ammasso circostante, mentre sull’intero fronte resta possibile il distacco di elementi di dimensioni inferiori.
Le simulazioni di caduta massi hanno inoltre evidenziato che, negli scenari più gravosi, i blocchi potrebbero raggiungere gli edifici già sgomberati e la viabilità sottostante, compreso un tratto di via alle Fontane.
Per questo il quadro delle interdizioni non cambia. Già il 25 agosto il Comune aveva vietato l’accesso alle falesie, alle placche di arrampicata e al relativo sentiero a monte di Laghel, motivando l’ordinanza con il pericolo concreto di ulteriori crolli o cedimenti del costone roccioso.
Ora si passa alla fase degli interventi. «Sulla base dello studio è stato definito un primo pacchetto di interventi, da realizzare in due fasi», spiega al quotidiano l’Adige il vicesindaco Marco Piantoni.
La prima prevede la posa di una barriera paramassi ad alta capacità, lunga almeno 80 metri, a protezione degli edifici e della strada. L’opera servirà anche a garantire condizioni di maggiore sicurezza agli operatori impegnati nei lavori successivi.
La seconda fase riguarderà invece il consolidamento dei tre settori critici, attraverso reti e pannelli in fune ad alta resistenza e sistemi di ancoraggio. I dettagli tecnici saranno definiti in sede di progettazione esecutiva. «L’amministrazione segue la situazione con la massima attenzione ed è vicina ai residenti coinvolti – aggiunge Piantoni –. Continuerà a informare la cittadinanza sull’avanzamento delle attività».
Dopo il riconoscimento della somma urgenza da parte della Provincia, il Comune si prepara ora ad affidare i lavori a una ditta specializzata. Il prossimo passaggio sarà quindi trasformare le indicazioni dello studio geologico in opere concrete, mantenendo nel frattempo le misure precauzionali nell’area interessata.

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